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La BBC esplora il podcasting

26 Luglio 2005

La BBC esplora il podcasting

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La BBC inizia un esperimento per valutare le potenzialità (e i rischi) del podcasting dei propri contenuti

Lo sfracello che ha combinato la Rete sta facendo, da anni, passare notti agitate ai manager di molti altri media.

La digitalizzazione dei contenuti, ergo la facilità di copia e diffusione, ha scardinato lo status quo dei diritti delle opere d’ingegno, e ancora non si è capito come ne usciremo. Se diventeremo tutti onesti, se arriveremo al taglio della mano per chi duplica, se cambieranno le regole per far fronte ad una realtà non più circoscrivibile con regole pre-digitali.

Fra i tanti che hanno paura, che si pongono su posizioni esclusivamente difensive e di retroguardia, spicca qua e là qualche azienda che, con un approccio managerialmente più illuminato, adotta una strategia più sensata.

Davanti all’ignoto, si sperimenta.

Davanti alla difficoltà di capire, in teoria, cosa può combinarci la diffusione in rete dei contenuti, si prova a vedere, in pratica, cosa succede.

Quando a fare questi esperimenti è un nome di prestigio come la BBC, la faccenda si fa interessante.

BBC e la radio digitalizzata

È già da qualche tempo che la BBC ha in piedi un esteso programma di diffusione/rediffusione dei propri programmi radiofonici in Rete. Non solo si possono Web-ascoltare in diretta molti dei canali radiofonici dell’emittente Britannica, ma si possono anche riascoltare, in differita, numerosi contenuti.

Contenuti (a differenza di quanto scelto da molte altre emittenti) di assoluto pregio.

L’ultima puntata di un radioserial di successo, dibattiti, talk show, documentari. Contenuti di un’elevatissima qualità, ascoltabili in streaming per una fruizione via Internet in differita, arrangiando il palinsesto alle nostre esigenze e non viceversa. Modello TiVo, per chi sa cos’è (speriamo arrivi presto anche da noi…).

Non ci vuole a questo punto un genio informatico, né un genio del male a capire che la scontata conseguenza è il rischio dello scippo dello stream. Ci vuole veramente poco a registrare lo stream dell’ultima puntata del nostro serial preferito – per poi riascoltarcela con ancora maggior calma e magari facendo perfino a meno del computer. Registrare il notiziario delle 06.30 per riascoltarcelo in auto alle 07.24.

Anche quelli della BBC, che sciocchi non sono di certo, se ne rendono benissimo conto e, in larga misura, si coprono entrambi gli occhi e fanno finta di non sapere.

Il problema dei diritti radiofonici non è banale e tra le fonti di revenue della BBC sta anche la vendita di collezioni di CD contenenti le stagioni complete dei programmi radiofonici cult…

Proviamo a vedere… o meglio a sentire

Si può comunque fare finta solo fino ad un certo punto, prima di passare al ruolo degli struzzi con la testa nella sabbia.

Prendendo di petto (si fa per dire) il problema con una sperimentazione di minima, la BBC sta da qualche settimana testando il downloading e il podcasting. Per vedere un po’ cosa capita.

Hanno quindi reso disponibili (gratuitamente) un certo numero di episodi, di notiziari, di documentari per il downloading in mp3. E per il podcasting – ovvero una forma di download automatizzato (scusate la banalizzazione) in cui un apposito software si occupa di scaricarvi, non appena “pubblicata”, la più recente puntata del serial/podcast che preferite e di caricarvela sul computer o sul lettore di Mp3. In modo che possiate godere della qualità della radio anche quando la radio non c’è. Anche in gaelico, se è la vostra lingua.

Il test, iniziato a Maggio, è previsto durare fino a Dicembre. E poi si vedrà. Si vedranno i numeri, si leggeranno i feedback degli ascoltatori non più solo radiofonici, si misurerà che tipo di content tira e quale fa la muffa nel server. Si cercherà di capire se c’è un modo per farci qualche soldo.

Di capire se questo strumento può aiutare a fare retention sulle audience o a conquistarne di nuove. Con me ci sono riusciti: ho scoperto che, in treno, ascoltarsi In Our Time (un brillante e dotto programma che esplora la storia delle idee) è una brillante alternativa a sfogliare un quotidiano gratuito di infima qualità giornalistica. E sforza meno gli occhi.

Chiaramente la sperimentazione resta in ogni caso complessa e per certi aspetti insoddisfacente. La quantità di programmi resi disponibili nel test è, tutto sommato, infinitesimale rispetto al loro smisurato palinsesto; e la questione dei diritti resta talmente spinosa da impedire il podcasting/downloading di molti dei contenuti di maggior pregio.

Per capirci, gestire i diritti di un programma scritto da autori della BBC e letto da uno speaker della BBC è molto più semplice che gestire i diritti una commedia scritta da uno scrittore e interpretata, seppur per la radio, da attori… e quindi ci possiamo scordare, per il momento, di poterci scaricare teatro, prosa e serial.

Dovremo rassegnarci ad ascoltarli in streaming (e cattivo chi si azzarda a registrare lo stream!).

Per motivi legati alla negoziazione dei diritti (sa un po’ di cercare di limitare i danni) i contenuti sono inoltre disponibili solo per 7 giorni dalla loro trasmissione radiofonica… (insomma, se volete farne un milione di copie illegali bisogna che vi segniate sull’agenda la data, casomai la mancaste…).

Quanto alla musica, non se ne parla nemmeno. Gli avvocati hanno già un fiorente business che l’emittente non ha intenzione di foraggiare ulteriormente. Tutto ciò che contiene musica, non passa in podcasting.

Pur con tutti i suoi limiti, permettetemi un applauso al coraggio della BBC, e da frequent traveller dotato di iPod, spero con tutte le mie forze che la sperimentazione possa continuare a lungo…

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