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La battaglia dei formati aperti

16 Gennaio 2008

La battaglia dei formati aperti

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Una società di ricerca sostiene che, in ambito business, OOXML sia superiore a ODF

La società di ricerca indipendente Burton Group ha recentemente pubblicato il rapporto What’s Up,.DOC? ODF, OOXML, and the Revolutionary Implications of XML in Productivity Applications, un approfondito documento sui pregi e difetti delle nuove soluzioni «open».

Ebbene, secondo gli analisti, il formato XML di Microsoft sembrerebbe essere in grado di rispondere in miglior modo alle esigenze aziendali. Non solo dispone di tutti gli strumenti per gestire dati complessi, ma è pienamente compatibile con i vecchi formati chiusi di Microsoft – di riferimento in numerose aziende. Inoltre, sempre secondo gli esperti di Burton, i suoi costi di gestione sarebbero nettamente inferiori rispetto a ODF.

Vengono citati ad esempio i contratti di manutenzione di SUN per StarOffice, IBM per Symphony e Novell per OpenOffice: decisamente meno economici di quanto si possa pensare. Ultimo elemento: la questione dei costi per l’introduzione in azienda delle nuove soluzioni antagoniste di Microsoft.

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