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Internet regno dei trafficanti di droga

01 Marzo 2002

Internet regno dei trafficanti di droga

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L’Organizzazione internazionale di controllo degli stupefacenti, in un rapporto pubblicato recentemente, lancia l’allarme sull’uso di Internet come strumento dei trafficanti per espandere il mercato, riciclare denaro sporco e scambiarsi informazioni.

Nel documento si rileva il raddoppio dell’uso di Internet ogni sei mesi e che 700 milioni di connessioni scoperte nel 2001 rendono necessaria una vigilanza e cooperazione internazionale accresciuta.
Si tratta, secondo Hamid Ghodse, presidente dell’organizzazione “di impedire che Internet diventi una rete mondiale del traffico della droga”.

L’agenzia dell’ONU, con sede a Vienna, porta molti esempi preoccupanti scoperti nel mondo.
Negli Stati Uniti, lo scambio di tecniche su Internet per la fabbricazione di anfetamine nei laboratori clandestini è in espansione tanto che è diventata pratica per non specialisti, così da causare sovente incidenti potenzialmente gravi come esplosioni e incendi.

“Nel passato – sottolinea il rapporto – le ricette di droga erano segreti gelosamente custoditi, ma con la tecnologia informatica moderna e la disposizione crescente di chimici a condividere il loro sapere, queste informazioni sono oggi disponibili a chiunque abbia accesso a un computer”.

Nella Repubblica Ceca, le autorità hanno segnalato una crescita delle vendite e acquisti di stupefacenti conclusi nei cybercafè o attraverso messaggi (SMS) tra telefoni cellulari.
“Le transazioni – è scritto nel rapporto – sono decise istantaneamente e su brevi distanze; l’intercettazione delle forze dell’obbligo è molto più difficile”.

In Australia i trafficanti utilizzano i servizi di controllo su Internet proposti dalle società di trasporti internazionali per sapere se il viaggio dei colli di droga si svolge come previsto.
Ogni ritardo può significare che il carico è stato intercettato e dare così il tempo ai dealers di far sparire le tracce.

La polizia di Hong Kong, sottolinea che intercettare il denaro sporco della droga è diventato complicato, perché molti dei dealers usano il commercio elettronico e i servizi bancari online.

In conclusione, l’organizzazione dell’ONU nota che i trafficanti usano Internet “per piazzare elettronicamente somme notevoli nel mondo con rapidità, facilità e sicurezza, caratteristiche queste ideali per riciclare il denaro della droga”.

Conclusioni a cui sono giunti altri organismi di lotta al traffico di droga.
Un’agenzia dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA), in un rapporto recente, sottolinea che Internet è diventato il media più largamente utilizzato per sviluppare la produzione di droghe sintetiche in alcuni paesi dell’America centrale e del sud.

Secondo l’Interpol, più di un migliaio di siti Web al mondo, soprattutto svizzeri e olandesi, vendono cannabis, ecstasy e altre droghe illegali.
“Quando l’approccio è “virtuale” – dice l’organizzazione delle Nazioni Unite – i segnali di avvertimento che potrebbero dissuadere una persona giovane nel mondo reale sono minime”.

Responsabilità di tutto questo è anche a carico delle legislazioni diverse da un paese all’altro, che consente ai trafficanti di usare Internet “per minimizzare i rischi legati alla violazione delle leggi e massimizzare i profitti”, come scritto sul rapporto che chiede all’ONU di organizzare una convenzione sulla criminalità informatica.

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