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Internet offre rifugio a una redazione di giornalisti russi

26 Aprile 2001

Internet offre rifugio a una redazione di giornalisti russi

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Abbiamo già scritto da queste colonne l’importanza di Internet come strumento di libertà di espressione (vera) in regimi o paesi dove, per testate e giornalisti indipendenti, la vita è resa dura da censure di tipo politico o religioso.

Sempre più spesso la Rete ospita testate di carta stampata che sono state chiuse dai regimi al potere, come nel caso del periodico russo Itogui, che ha visto la sua redazione fatta fuori (virtualmente, per fortuna) dalla nuova proprietà, la Gazprom e che ha riaperto su Internet.

Come spesso accade il nome della testata è “Il vero Itogui siamo noi”, in attesa di riorganizzare una nuova pubblicazione su carta.

Come molti avranno intuito, la Gazprom è una società controllata dallo Stato ed è sospettata, dai giornalisti silurati, di agire per conto del Kremlino. Putin, attraverso una serie di acquisizioni di testate radiotelevisive e di carta stampata, infatti, sta cercando di “addomesticare” l’opinione pubblica.

In questo gioco è entrata anche questa testata, che in parte era di proprietà del gruppo Media-Most il cui network televisivo NTV è caduto nelle mani proprio della Gazprom.

La concentrazione di importanti testate sotto lo stretto controllo del Kremlino, non lascia spazio a dubbi in quanto a obbiettivi. Internet, però, ancora una volta si dimostra il vero antagonista di tentativi liberticidi e antidemocratici, come più volte sottolineato dalle associazioni per la libertà di espressione.

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