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Intel farà nascere a Ramallah un club cibernetico per i bambini

02 Ottobre 2002

Intel farà nascere a Ramallah un club cibernetico per i bambini

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Craig Barrett, PDG di Intel nel suo giro nei paesi arabi si è fermato in Giordania. L’anno prossimo Intel farà nascere un “club cibernetico” a Ramallah, in Cisgiordania, per “aiutare i bambini ad apprendere la tecnologia”.

Questo è uno dei punti di un ambizioso progetto che vede lo stato arabo al centro dello sviluppo dell’industria informatica.
“La Giordania è sulla buona strada – ha detto Barrett durante un forum sulla tecnologia dell’informazione alla presenza del re Abdallah II – ma non bisogna dormire sugli allori”.

Il paese è da anni al centro di una politica di modernizzazione portata avanti con coraggio dal re Hussein e proseguita dal figlio e merita l’attenzione delle grosse aziende. La Giordania vuole giocare un’importante ruolo pacificatore all’interno dell’area geografica in cui è collocata, una delle più martoriate del mondo.

Intelligentemente, Hussein prima e il figlio dopo hanno compreso che il modo migliore è portare il proprio paese a livello delle società occidentali.
Il governo giordano, dal 1999 aveva lanciato un piano quinquennale chiamato “Reach Iniziative”, per promuovere l’industria informatica.

Lo scopo era di creare 30 mila posti in campo informatico e di realizzare, grazie alle esportazioni legate alle tecnologie dell’informazione, profitti per 550 milioni di dollari nel 2004. Un obiettivo che dovrà essere ridotto a causa della situazione del mercato mondiale.

Per Barrett, comunque, la Giordania ha un ruolo importante da giocare nel campo dell’ICT nel mondo arabo, grazie al potenziale umano che compensa la rarità di risorse naturali.

Il governo giordano non rimane con le mani in mano e, per bocca del ministro delle Comunicazioni, fa sapere che è pronto un progetto governativo per l’insegnamento dell’informatica per 1,9 milioni di studenti in 3 mila scuole e 22 università.
Intel aiuterà questi sforzi aprendo un “laboratorio Internet” presso l’Università di Amman.

Barrett, nel suo giro, ha parlato anche delle possibili restrizioni di esportazioni legate ai fatti dell’11 settembre.
La legge americana riguardo all’esportazione di prodotti e servizi legati alle nuove tecnologie non sono cambiate, anche per le società che hanno scambi con paesi arabi e musulmani.

Per Barrett il rischio ci sarà quando si riunirà l’agenzia governativa americana sulla sicurezza informatica. Allora è possibile che vengano promulgate un certo numero di raccomandazioni “che avranno conseguenze più dirette” per le società del settore.

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