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Installate le prime cabine Internet negli aeroporti Usa

18 Giugno 1999

Installate le prime cabine Internet negli aeroporti Usa

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Mentre in Italia va alla grande il cellulare, negli Stati Uniti sta sviluppandosi una catena di "Internet booth" dove si può verificare la posta elettronica, scrivere e mandarne e-mail, vedere le quotazioni di borsa, il tempo che fa, gli spettacoli nei cinema, fare due spesucce on-line.

Siete di quelli che leggono l’e-mail almeno tre volte al giorno? Perché se non lo siete, cliccate pure da un’altra parte, non leggete questo articolo, non vi interesserà di sicuro.
In alternativa vi consiglio: http://www.delpiano.com/carnival/html/venice_car.html

La rivincita della scrittura sulla parola

Era inevitabile che prima o poi arrivasse. Quante volte abbiamo avuto l’impulso, quasi la necessità (perché di vera necessità si tratta) di andare a guardare la nostra cassetta e-mail per vedere se era arrivato un messaggio?

A voi non capita? Strano. Oramai qui nella Silicon Valley non ci si scambia quasi più il numero di telefono. “Mandami un e-mail, e combiniamo di trovarci”. Sempre di più mi stupisce il trillo del telefono, mentre ricevo almeno una dozzina di e-mail al giorno.

Non è rivoluzione. Solamente, forse, la legittimazione di un modo di comunicare che sta diventando universale, alla portata di tutti, rapido, economico, ed estremamente pratico. Fino a ieri ci si scambiava il biglietto da visita col numero di telefono, e i più arditi avevano pure il numero di fax. Oggi è il [email protected] che impera.
Ed ecco in arrivo il servizio e-mail on-the-road.

Le Netstations

Non sono altro che l’equivalente della cabina telefonica, in fondo. Proprio quella cabina telefonica che normalmente si trova agli incroci delle vie importanti, alle stazioni, spesso con il vetro spaccato (o con un simbolo pseudo-politico fatto a spray sul vetro) e con la cornetta penzolante. Quella che non funziona mai quando avete bisogno di fare una telefonata urgente. Oppure con una fila di extracomunitari che aspettano di chiamare le famiglie lontane.

Qui le chiamano Netstations, sono già in funzione in 13 degli Stati Uniti, in vari aeroporti (New York, Chicago, Denver, Boston, San Jose, Atlanta, Washington, St. Louis) e su stazioni di servizio sulle Highways più trafficate. Possono avere differenti presentazioni (come potete constatare sul Web site della ditta che le promuove: http://get2net.com) ma alla fine la sostanza è sempre la stessa: sono dei punti Internet da dove ci si può collegare al proprio Website, o alla casella di posta elettronica, insomma, rimanere in contatto con il mondo.

Differiscono sostanzialmente da altre iniziative a pagamento che anche in Italia (Roma, Firenze e Milano) erano sorte alcuni anni fa, oltre ai famosi “Cyber Café”della Fifth Avenue di NY che adesso stanno chiudendo tutti per la noia (e chi è che va al bar per collegarsi a Internet? Lo si fa già abbastanza da casa).

La differenza sostanziale è che è tutto gratis. Non più il balzello da pagare per collegarsi un’oretta, quasi un bordello cibernetico. Potrebbe quasi essere considerato un servizio pubblico, se non fosse che ovviamente si mantiene con la pubblicità.

I servizi offerti
Ti ritrovi col volo in ritardo all’aeroporto? Invece di rilassarti e fare due chiacchiere col vicino o leggerti una rivista, tu senti che devi rimanere in contatto con il tuo lavoro, i tuoi amici, il tuo mondo? Senti che la vita ti sta scorrendo tra le mani e non riesci ad acchiapparla?

Eccoci qua: collegati all’Internet, non costa niente, e approfittane per fare la prenotazione del prossimo volo, verificare arrivi e partenze di treni, aerei. Oppure verifica il clima che troverai alla tua destinazione, le ultime notizie. Puoi scoprire cosa si trova nella zona dove ti trovi al momento e vedere se c’è un bar simpatico o un museo da visitare, una maniera gradevole per ammazzare il tempo. Oppure fare una ricerca di dati nella rete mondiale. O comprare un regalino per la fidanzata, comprare… regalino… comprare… spendere… Alla fine sempre lì si va a finire.

Insomma, puoi semplicemente fare, da un punto qualsiasi del pianeta, senza pagare la telefonata, senza avere bisogno di numeri di accesso o bizzarre regolazioni del modem, quello che faresti tranquillamente a casa tua, o dal tuo ufficio.
Una bella comodità.

Ma qual è il prezzo da pagare?
In questa società dei consumi, il prezzo è quasi sempre lo stesso: subire passivamente messaggi pubblicitari, “banners”di ogni tipo, link e falsi link a differenti pagine Web dove si può potenzialmente comprare, associarsi…

Perfettamente normale, è il gioco che l’universalità dell’Internet propone ed impone a chi ci partecipa da utente, da semplice individuo. Il bombardamento pubblicitario, la spinta promozionale al consumo, visti i costi bassi di Internet, e la diffusione, la polverizzazione del messaggio, diventa veramente il massimo. Non resta che approfittare di tutto quello che di gratis viene offerto, tanto in un modo o nell’altro lo paghiamo lo stesso.

Scusatemi, devo interrompere, mi è appena arrivato un messaggio, vado a vedere di chi è.

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