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Inizia il processo a Mafiaboy

18 Gennaio 2001

Inizia il processo a Mafiaboy

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Si apre oggi il processo al presunto pirata informatico Mafiaboy. Accusato di aver paralizzato molti siti Internet americani, il giovane canadese rischia due anni di prigione.

Le accuse per il sedicenne sono pesanti: aver lanciato molti e simultanei attacchi contro portali e siti Internet. Tra i colpiti, CNN, Yahoo!, eBay ed Excite.
Questi siti Web sono stati paralizzati per parecchie ore, con perdite stimate nell’ordine di centinaia di milioni di dollari.

Il processo, però, rischia di essere molto tecnico, lungo e costoso.
“Il procuratore dovrà provare innanzi tutto qual è stato l’atto compiuto, come è stato commesso e da qui andare indietro fino a dove i fatti sono stati compiuti e legare il tutto – ha dichiarato Me Romanowski, l’avvocato -, non solo l’indirizzo dove abitava il mio cliente, ma anche dimostrare che, al momento in cui accadevano le cose, dietro la macchina c’era lui e che lui ha dato le istruzioni per le quali è accusato”.

L’attacco Ddos (che si presume sia stato quello commesso ai danni dei siti) utilizza computer configurati apposta e collegati alla Rete.
Il pirata invia alcuni comandi a questi computer che, a loro volta, reagiscono inviando massicciamente dati contro la vittima.

Per bloccare un sito come quello della CNN, il numero dei computer deve essere molto grande e coordinato molto bene per avere efficacia.
In altre parole, sarebbero servite molte persone per realizzare un attacco di questa portata.

Se Mafiaboy è l’organizzatore di questi attacchi, toccherà agli specialisti provarne la colpevolezza e scoprire l’origine dell’attacco analizzando una gran massa di file “log”, che registrano i comandi passati da un computer ad un altro.

A questa fatica, poi, dovranno aggiungere quella per scoprire l’identità del computer, visto che il pirata avrebbe usato alcuni metodi per nasconderne l’identità.

Intanto, il ragazzo, arrestato in aprile e rilasciato in libertà vigilata, aspetta il suo processo lavorando in un ristorante.
Per colpa di questa accusa, infatti, ha dovuto abbandonare gli studi.

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