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In Iraq è iniziata la guerra dell’etere

21 Luglio 2003

In Iraq è iniziata la guerra dell’etere

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Le compagnie telefoniche americane sono già all'opera per accaparrarsi le prime reti di telefonia cellulare

È difficile prevedere quanto ci metterà l’economia irakena a risollevarsi e, ma sono già diverse le società che hanno siglato accordi con il governo degli Stati Uniti per poter avviare le proprie attività in medio oriente. Tecore Wireless Systems ha, infatti, appena presentato un piano per la fornitura di infrastrutture e software di supporto alle compagnie telefoniche per le comunicazioni cellulari. La società di Columbia, in Maryland, ha già una certa esperienza nel settore, dal momento che ha operato in maniera analoga in Afghanistan, negli Emirati Arabi Uniti e in altri Paesi mediorientali.

Anche Motorola ha avviato una propria attività in Iraq, sottoscrivendo con il Pentagono un contratto che andrà dai 10 ai 25 milioni di dollari per la realizzazione di una rete per le comunicazioni radio delle forze di sicurezza.

Lascia molto più perplessi gli esperti del settore l’accordo da 45 milioni di dollari concesso dal Governo americano a WorldCom per la realizzazione di una rete di telefonia cellulare. Questa società, infatti, non ha mai gestito nulla di simile in passato negli Usa e lo scorso anno è finita sotto osservazione con il rischio di bancarotta per un “buco” da 11 miliardi di dollari. Per contro, ha da poco realizzato un sistema wireless in Afghanistan per il Pentagono.

WorldCom e Tecore utilizzeranno in Iraq la tecnologia Gsm, che costituisce uno standard quasi assoluto in Europa e Asia, ma che non è utilizzata negli Usa. Anche questo fa sorgere dei dubbi agli analisti, che temono che le società americane abbiano poca dimestichezza con questo sistema. Sonu Mirchandani, direttore marketing e prodotto di Tecore, ha dichiarato che la scelta ha privilegiato la soluzione ritenuta più idonea all’Iraq e che essa è anche la più diffusa nei Paesi circostanti.

Un’altra questione riguarda le linee telefoniche terrestri. L’Iraq non ha mai avuto prima una rete cellulare e anche i punti di accesso a quella fissa erano pochi e con scarsa disponibilità, dopo i danni ingenti subiti nella prima Guerra del Golfo, nel 1991. Gli esperti hanno stimato che per rimettere correttamente in funzione l’intero sistema sarà necessario un investimento di almeno un miliardo di dollari.

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