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Il regalo vuoto

23 Settembre 2014

Il regalo vuoto

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C'è un atto che, in rete, è imperdonabile: creare una situazione impossibile da rimasticare e reimmettere.

Damage assessment, la conta dei danni: ho scaricato l’album degli U2 su Mac per ascoltarlo gratis. Niente iPhone perché ci sta lo stretto necessario; niente iPad perché lo uso per lavoro e per gioco, quindi ci tengo pochissima musica.
Invece che abitudini anche banali di informatica personale ora sembrano uno statement su privacy, libertà di utilizzo, emancipazione dalla dittatura delle multinazionali e forse altro ancora. Dopo che Apple e U2 hanno regalato l’album a tutti gli iscritti a iTunes, si sono trovati in mezzo a proteste di gente che non lo voleva e infine Apple ha creato uno strumento apposta per eliminare l’album, quasi fosse malware.
iTunes ha 885 milioni di iscritti, dichiara il leader della band irlandese. Songs of Innocence è stato scaricato qualche decina di milioni di volte. Poco, sul totale. Quanta gente avrà protestato, si sa ancora meno, probabilmente poca in identica proporzione. Così ne parla Bono:

Lasciamo che la gente dica quello che vuole dire. Sono quelli che odiano; noi siamo quelli che amano. Non andremo mai d’accordo. Persone che normalmente non si troverebbero davanti alla nostra musica hanno avuto una possibilità di ascoltarla. Se rimarrà loro nel cuore o no, non lo sappiamo.

Che sarebbe accaduto se, invece di regalare un album musicale, Apple avesse accreditato 9,99 euro su tutti gli account iTunes? Su 885 milioni di aventi diritto, qualcuno avrebbe certamente protestato. Qualcuno avrebbe protestato comunque, anche se non fosse accaduto nulla; avrebbe trovato un’altra causa per cui mobilitarsi.
Il vero motivo di tanto rumore per Songs of Innocence su iTunes è che si è trattato di un evento unico. Lungi da ogni connotazione negativa o positiva, qui unico sta per non replicabile. Non ci sarà mai più una iniziativa analoga; nessuno può farne una parodia su YouTube; non c’è niente da clonare, imitare, ricreare, decostruire, riassemblare, gamificare e infine assimilare. Ovvero, mancava l’unica cosa che conta su Internet. Il regalo in realtà era vuoto.
I protestatari sono quelli che in tutta la storia contano meno. Li hanno accontentati con una paginetta messa su in poche ore, di nessun valore intellettuale o tecnico. Gli ultimi della classe, l’estremo della curva a campana, considerato unicamente perché in rete le leggi statistiche valgono ancora più di quelle termodinamiche. Credono di essere avanguardia, sono il percentile più negletto.
Apple polverizzava nel frattempo il record di iPhone venduti in un weekend. Business as usual. Tranne che per quel momento in cui milioni di persone, alle prese con un evento straordinario in completa antitesi con digitale (la Copia) e Internet (il Continuo), per un attimo non hanno avuto un riflesso condizionato a disposizione per rispondere.
Colpo di genio o inciampo epocale, spetta dirlo al marketing. Qui oso dire che si sia trattato di un imprevisto e dirompente ritorno a prima-della-rete, quando esistevano eventi non replicabili e non assimilabili (e i canti di innocenza li scriveva William Blake). Un ritorno durato meno di certe particelle subatomiche e ugualmente dotato di enorme massa.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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