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Il Grande Disastro tecnologico

05 Febbraio 2001

Il Grande Disastro tecnologico

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Secondo uno studio realizzato da un comitato di esperti per conto del CERIAS, i rischi di un cyber-disastro sono reali. Il rimedio è solamente una più ampia collaborazione tra il settore pubblico e quello privato.

Il CERIAS (Center for Education and Research in Assurance and Security) dell’Università di Purdue, negli Stati Uniti, è servito a mostrare a quale punto è la collaborazione tra strutture governative e settore privato e quanto questo sia prevalente per prevenire rischi di attacchi informatici.

Già nel 1998, Bill Clinton aveva creato un’agenzia, la CIAO (Critical Infrastructure Assurance Office) incaricata di elaborare un piano di protezione delle infrastrutture nazionali in vista della salvaguardia degli obiettivi sotto possibile minaccia in caso di guerra: le società di telecomunicazioni, i trasporti, i servizi di urgenza e le industrie energetiche.

Gli esperti che hanno lavorato allo studio della Purdue University hanno passato in rivista la storia della sicurezza e hanno sottolineato le debolezze dei nostri sistemi.
La proliferazione dei PDA e di altri apparecchi che permettono di restare connessi in permanenza, aumentano i rischi di un black out di energia elettrica o di un bug a livello di sistemi bancari o, ancora, di azioni di pirateria “in massa”.

La natura stessa dei dati elettronici rende difficile proteggerli.
In effetti, determinare quale sia il livello di sicurezza sufficiente per gli anni a venire non è semplice e, d’altra parte, i criminali approfittano di una mancata collaborazione tra società private e organismi governativi e, anche, della scarsa compatibilità tra le diverse leggi internazionali.

Ma, la tavola rotonda svolta tra gli esperti che hanno partecipato allo studio evoca il pericolo di un “gigantesco disastro” dovuto a un atto accidentale o all’intervento di criminali informatici. E si stupiscono come questo non sia già in atto.

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