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Il governo inglese deve cedere su alcuni punti della legge antiterrorismo

17 Dicembre 2001

Il governo inglese deve cedere su alcuni punti della legge antiterrorismo

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Il “progressista” governo inglese presieduto da Tony Blair, ha fatto concessioni all’ultimo minuto alle forze parlamentari britanniche pur di far passare una legge antiterrorismo.

Lo stesso ministro dell’Interno, David Blunkett ha ritirato dal testo una misura che mirava a criminalizzare l’incitazione all’odio religioso e all’odio razziale.
Una misura che era stata introdotta sotto la pressione di gruppi musulmani che si lamentavano del grande numero di attacchi contro le loro comunità in Gran Bretagna dopo l’11 settembre e per dimostrare che la legge era contro il terrorismo e non contro l’Islam.

Ebbene, per la camera dei Lords, la cosiddetta camera alta, che ha respinto con 234 voti contrari e 121 favorevoli la risoluzione, questa attenterebbe alla libertà di espressione.

È stato Oliver Letwin, il ministro dell’interno del governo ombra dell’opposizione, a spiegare che il suo partito (conservatore) sostiene la legge ma era “preoccupato per alcuni punti che non avevano rapporto con la minaccia terroristica e attentavano ai diritti fondamentali”.

Da parte del governo in carica, ci si ritiene sicuri che la legge passerà al controllo della Corte europea per i diritti dell’uomo in caso di ricorsi.
“Non abbiamo deciso senza aver prima preso in conto il fatto che sarebbe stata esaminata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”, ha affermato Beverley Hughes, segretario di stato all’Interno.

Il governo spera che questo nuovo strumento giuridico, che comprende la detenzione senza processo di stranieri sospettati di attività terroristiche, possa entrare nel suo pieno vigore entro Natale dopo essere stata promulgata dalla regina.

Blunkett ha dovuto cedere anche su emendamenti che miravano a restringere i poteri di polizia soprattutto nel campo delle comunicazioni elettroniche (posta elettronica e Internet), che non potranno subire intercettazioni che nel caso di fatti legati al terrorismo.

Ha anche dovuto ingoiare la creazione di un comitato incaricato di valutare per due anni l’efficacia della legge e di proporre eventuali modifiche.

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