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IBM ti dice quando fare pipì

15 Ottobre 2002

IBM ti dice quando fare pipì

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L’informatica è entrata prepotentemente nella nostra vita: gestisce, controlla e organizza quasi tutto. Un “quasi” che si sta sempre più assottigliando, uscendo dalla nostra sfera di volontà ed entrando nel flusso di dati di un computer.

Cantava Guccini, in una vecchia e memorabile canzone, che nemmeno alla toilette si poteva stare tranquilli con sé stessi. Precursore dei tempi, forse già vedeva le centinaia di microtelecamere nascoste, a spiare anche lì e ritrasmettere su Internet.

Ma non poteva prevedere che le code che si formano per usare il bagno, diventassero questione di ordine pubblico e fonte di brevetto.
Ci ha pensato la IBM che, dice, ha concepito un sistema di gestione delle file d’attesa per le toilette negli aerei, i treni e le navi.

Non sono un grande viaggiatore, ma di aerei di linea ne ho presi abbastanza per poter dire che le persone non aspettano certo di salirci per andare in bagno. E sui treni, il problema vero più che la fila d’attesa è la pulizia e l’educazione di chi usa i bagni comuni.

Il software dell’IBM serve, dunque, per evitare la fila di saltellanti viaggiatori in attesa del proprio turno. Secondo l’azienda, queste resse davanti al bagno possono bloccare la circolazione in un veicolo e portare al disordine.

Con il suo software, IBM offre ai passeggeri di prenotare il loro turno, ricevendo una stima del tempo di attesa. Così possono tornare al loro posto e saltellare e contorcersi sul proprio sedile. Più politicamente corretto.

IBM ha trovato questo sistema così geniale, che ha sentito il bisogno di brevettarlo a dicembre dello scorso anno presso la U.S. Patent & Trademark Office.

Per fortuna, in seguito a una petizione e con la consapevolezza di non voler diventare l’organo di regolazione dei “flussi”, ha deciso di rendere pubblico il brevetto.

La IBM è l’azienda mondiale che raccoglie più brevetti. Solo lo scorso anno ne ha registrati 3 mila e il suo parco brevetti gli frutta guadagni per più di 2 miliardi di dollari.
Oddio, fare soldi con la pipì sarebbe il sogno di ogni grande corporation

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