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IBM: nanotubi al carbonio per i transistor del futuro

02 Maggio 2001

IBM: nanotubi al carbonio per i transistor del futuro

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La ricerca dell’infinitamente piccolo affascina i ricercatori che, soprattutto nell’informatica, cercano di realizzare componenti hardware sempre più piccoli e potenti.

In questo solco si sono ben inseriti i ricercatori dell’IBM, che stanno per mettere a punto una nuova tecnologia che ridurrà ancora la grandezza dei transistor, oggi bloccata dall’uso del silicio.

Si tratta di piccolissimi tubi di carbonio, cilindri formati da atomi di materia che non si possono misurare in millimetri, ma direttamente in atomi (sono lunghi, infatti, 10 atomi) e sono 500 volte più piccoli dei transistor a base di silicio.

I ricercatori affermano di aver fatto una scoperta importante nel modo di associare i cilindri di carbonio per formare i transistor. Un metodo che, per adesso, permette di mettere i nanotubi http://www.research.ibm.com/nanoscience/nanotubes.html uno dopo l’altro, ma che risulta ancora troppo complicato e lento per una produzione su larga scala.

Ma come in tutte le scoperte, anche in questa si aprono nuove prospettive per l’applicazione pratica, soprattutto nel mondo dei computer. Potrebbe, infatti, risolvere il problema dei chip a base di silicio, che già mostrano il limite nella possibile micronizzazione.

A questi ritmi, la tecnologia del silicio finirà tra i prossimi 10 o 20 anni.
A quell’epoca non si potrà aggiungere altri transistor ai processori, secondo gli esperti IBM.

Il transistor, da quando è stato inventato e ha soppiantato la valvola, è diventato uno degli elementi di punta per lo sviluppo dell’industria informatica. Il perché è semplice: grazie a loro vengono trasportati i dati.

Ne consegue che più sono numerosi, più il processo di trattamento delle informazioni è veloce e il computer potente.
Finora, dicevamo, i ricercatori si sono buttati sul silicio come materia per costruire i transistor del processori, ma l’epoca vicina dei nanotubi al carbonio potrà incrementare lo sviluppo del settore. Avremo, dunque, computer sempre più piccoli e potenti: esattamente come i primi computer di 40 anni fa, paragonati ai personal che utilizziamo tutti i giorni.

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