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I siti Web non sfruttano il potenziale del commercio elettronico

07 Dicembre 1999

I siti Web non sfruttano il potenziale del commercio elettronico

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I Website delle aziende sfruttano in modo insufficiente le possibilità offerte dall'e-commerce e scoraggiano la clientela tramite siti mal concepiti e una gamma di prodotti insufficienti.

Il commercio elettronico non sta funzionando e la colpa è di chi realizza siti Web tutt’altro che attraenti per i consumatori. Tranne, ovviamente, qualche rara eccezione. È quanto sostengono alcuni professionisti del settore.

L’e-commerce continua a rimanere una clamorosa occasione mancata, soprattutto se si calcola la potenzialità del settore. Secondo la società di ricerche Dataquest, le vendite online dovrebbero generare un volume d’affari di circa venti miliardi di dollari nel 1999 solo negli Stati Uniti.

Secondo Phil Terry, presidente della società di consulenza Creative Goods, in questo momento si stanno perdendo molte opportunità su Internet. Il 40% dei visitatori che vogliono comprare online non lo fa perché non riesce a capire come trasmettere un ordine di acquisto. Per problemi di questo tipo, durante le feste di Natale, potrebbero andare persi nove miliardi di dollari.

Un caso clamoroso di mancata opportunità per il commercio elettroncio, secondo Phil Terry, è rappresentato dalla vicenda della Levi Strauss, che all’inizio di novembre ha annunciato la chiusura definitiva della sua boutique on-line immediatamente dopo le feste di Natale. La Levi’s ha motivato la decisione con i costi troppo alti che la gestione di un sito Internet comporta e per l’ambiente troppo competitivo trovato in Rete.

Il noto fabbricante di jeans ha un sito graficamente molto bello ma troppo confuso secondo Phil Terry e questo è uno dei motivi del fallimento. I commercianti devono integrare le loro strategie tradizionali, quelle applicate ai negozi reali, con opportune ed efficaci strategie Internet. I siti devono tentare di ricreare l’esperienza tradizionale dello shopping.

Secondo Terry il 70% dei siti di vendita online ha un tasso di conversione dei visitatori in acquirenti inferiore all’1%. Amazon.com, con un tasso di conversione dell’8,3% è uno dei più efficaci e dimostra di aver capito maggiormente quello che i consumatori vogliono.

In definitiva, i siti dei commercianti tradizionali offrono molto meno di quello che si può trovare in un negozio classico. Il vero problema secondo gli analisti è proprio la mancanza di scelta, oltre al fatto che le informazioni su prodotti, essenziali in una strategia di commercio online, sono spesso, anche queste, carenti.

Internet link: http://www.levi.com/

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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