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I prossimi mondiali di scacchi si terranno in una miniera?

04 Gennaio 2006

I prossimi mondiali di scacchi si terranno in una miniera?

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Barare agli scacchi, con l'aiuto della tecnologia, è sempre più facile: le autorità corrono ai ripari

La lotta della macchina contro l’uomo (a scacchi, intendo) iniziò con una truffa.

Cominciò nel 1769 con lo sviluppo del (allora) famosissimo automa “Turco”, sviluppato dal barone Von Kempelen. Questo automa interamente meccanico riuscì a battere al gioco Napoleone, Franklin ed Edgar Allan Poe.

In realtà il cosiddetto automa nascondevaingegnosissimamente al suo interno un giocatore umano…

La tecnologia si evolve, si evolvono gli scacchi e a quanto pare si evolve pure l’arte della truffa.

La potenza del maestro…in un taschino

Non è una novità che i software scacchistici siano da tempo in grado di mettere in serissime difficoltà i più grandi giocatori del mondo: nella mente di molti ancora risuona la storica sconfittainflitta nel 1997 da Deep Blue al campionissimo Garry Kasparov – da alcuni vista come l’inizio dell’era della predominanza delle macchine sull’uomo (dagli scacchi a Terminator, il passo è breve…).

Il progresso della scienza sta portando ora una incredibile potenza scacchistica sui personal computer che usiamo comunemente – e addirittura su computer tascabili.

I migliori software scacchistici sono oggi ritenuti in grado di giocare al livello dei dieci migliori giocatori umani del mondo.

Programmi come Fritz(e la sua versione tascabile, Pocket Fritz) oppure Juniorhanno ripetutamente dimostrato di essere in grado di battere giocatori molto, molto forti.

La disponibilità al pubblico di software di questa potenza (disponibili per meno di 100 dollari) rappresenta una interessantissima opportunità per gli amatori ed i professionisti: ognuno di noi può oggi permettersi il lusso di giocare contro un Maestro di scacchi nell’intimità di casa propria, farsi liberamente massacrare in poche mosse, farsi insegnare da un professore informatico di elevatissimo livello.

C’è però chi se ne approfitta

Esiste, come sempre, il rovescio della medaglia: le autorità scacchistiche di tutto il mondo sono in (riservato e spesso silenzioso) allarme, a causa delle possibilità che le nuove tecnologie offrono per barare ai campionati.

Non sono pochi i casi di giocatori sospettati di utilizzare aiuti illegali… ad esempio scacchisti che per anni sono rimasti nelle fasce medie della classifica e poi, improvvisamente, compiono balzi assolutamente spropositati nel ranking.

Nella sua forma più semplice il giocatore disonesto ricorre ad un micro auricolare invisibile che lo pone in contatto con uno o più complici. Basta avere un compare in sala che prenda nota delle mosse dell’avversario e le trasmetta ad un secondo complice dotato di un buon computer; attendere quindi che il software faccia la sua scelta e comunicare la mossa vincente via radio al giocatore truffaldino.

Approccio invece più sofisticato è portarsi in tasca un computer portatile, possibilmente uno di quei modelli sviluppati per i non vedenti. Con un po’ di allenamento pare non sia eccessivamente difficile infilarsi discretamente la mano in tasca e manipolare il PDA… (per la cronaca, segnaliamo che proprio un giocatore italiano di una certa età è stato recentemente colto con le mani nel sacco – anzi in saccoccia – in un torneo).

La soluzione tascabile appare particolarmente interessante se si considera che la limitata (si fa per dire) potenza di calcolo del tascabile è controbilanciata dalla capacità del programma di collegarsi online ad un database mostruoso di giocate (oltre 2 milioni di partite catalogate).

La corsa alle contromisure

Gli organizzatori di tornei e campionati sono dunque abbastanza preoccupati e sopratutto di fronte ad una situazione difficile da risolvere.

C’è già chi ha tentato di utilizzare dei rilevatori di metallo (ad esempio al recente Campionato del Mondo a San Luis in Argentina) o di perquisire i partecipanti… con risultati facilmente immaginabili, anche visto il temperamento di alcuni noti giocatori – e con scarsi risultati, dato che i detector sono stati pensati per individuare la massa di una pistola e non un computerino da pochi grammi.

Una soluzione integrativa in fase di valutazione sarà l’adozione di sistemi che schermino totalmente la sala dove si gioca da onde radio, in modo che nessuna comunicazione sia possibile tra il giocatore (o il suo computer) e l’esterno.

Soluzioni sicuramente accessibili, come costi, in caso di incontri di altissimo livello – ma inavvicinabili per i ridotti budget dei tornei su scala minore, forse quelli dove proprio è maggiore il rischio che qualche giocatore si faccia sedurre dalla tentazione.

Una soluzione alternativa per preservare l’integrità e l’equità dei campionati minori sarà dunque quella di farli disputare in profonde miniere; oltre al totale isolamento elettromagnetico ci sarebbe il vantaggio che ad alte profondità sale considerevolmente il calore del terreno; quindi non solo si risparmierebbe sul riscaldamento ma sopratutto i giocatori non avrebbero scuse razionali per rifiutarsi di competere in costume da bagno e leggere camiciole senza tasche, tenuta in cui sarebbe impossibile celare un qualsiasi apparato malandrino.

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