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I pirati hanno base in Russia e Ucraina

13 Marzo 2001

I pirati hanno base in Russia e Ucraina

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Siamo di nuovo alla “guerra fredda” tra USA e Russia? O si tratta di bieca guerra commerciale? O, ancora, di atti di pirateria che usano l’ex impero sovietico come base sicura?

Sta di fatto che l’FBI è preoccupata e in stato di allerta, dopo che ha scoperto che gruppi organizzati hanno piratato una quarantina di siti di commercio elettronico negli Stati Uniti, impadronendosi di un milione di numeri di carte di credito.

I gruppi non agiscono in modo isolato ma si tratterebbe di operazioni pianificate e, secondo l’FBI, agirebbero da postazioni situate in Russia e Ucraina.

Un dato che corrisponde a quello rilasciato dal ministro degli interni della Russia, secondo il quale atti di pirateria o di propagazioni di virus informatici, sarebbe quadruplicati l’anno scorso.

Il dipartimento speciale del ministero avrebbe aperto 436 fascicoli nel 200, quattro volte di più che nel 1999.

Una così grande proliferazione di attività illegali, non ha toccato solo gli USA, anche se l’FBI si rifiuta di rendere pubblica la lista e dichiara che sono state intraprese azioni congiunte di “intelligence” con paesi terzi per cercare di bloccare i criminali.

Attraverso quali strade riescano ad inserirsi nei server è cosa nota. Sfruttano le aperture, le falle nei sistemi informatici delle società e rubano i dati delle carte di credito e altre informazioni confidenziali.

La loro intenzione, però, non è quella di utilizzare le carte di credito, l’intenzione vera è il ricatto.
Una volta compiuto il furto, si mettono in contatto (in forma anonima) via email o fax con le vittime, presentandosi come aziende di servizi di protezione informatica specializzate nella lotta alla pirateria. Anche spiritosi…

Una volta preso contatto, chiedono, come nel caso dei sequestri, una forte somma di denaro per non vendere i dati confidenziali sulle carte di credito rubate, le password o le coordinate bancarie alla mafia internazionale.

L’FBI ha dichiarato che con questo metodo sono riusciti a spillare centinaia di migliaia di dollari alle compagnie e, a una di queste, hanno portato via un milione di numeri di carte di credito.

Sembra che i pirati abbiano approfittato della vulnerabilità del sistema operativo NT di Microsoft, che ha già fornito ai suoi clienti un nuovo software senza falle.

Secondo gli esperti, però, le stesse società non prendono provvedimenti per ragioni di costo, malgrado la stessa Microsoft, già dal 1998, abbia emesso bollettini di allarme e attenzione perché siano intraprese attività di protezione contro i pirati.

Alcuni di questi sono stati scoperti da agenti speciali americani in Russia e Ucraina, scoprendo, poi, connivenze e complicità negli stessi Stati Uniti.

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