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I-mode: il Wap che funziona

07 Novembre 2000

I-mode: il Wap che funziona

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Mentre l'Europa s'interroga ancora sul futuro della tecnologia Wap, il suo equivalente giapponese, l'i-mode, offre già agli abbonati un accesso di qualità all'Internet mobile. E gli abbonati crescono. I motivi di un successo

La possibilità di usare il telefono cellulare per qualcosa di diverso dalle semplici telefonate, ha suscitato l’interesse di molti. In Europa ha portato alla messa a punto del protocollo Wap, che consiste nell’adattare le pagine Web ai terminali portatili, ai telefoni cellulari. I giapponesi, invece, hanno adottato il procedimento inverso: adattare le possibilità dei terminali portatili alle esigenze delle applicazioni Web. Il risultato si chiama i-mode.

Lanciato nel febbraio 1999 dal gigante giapponese delle telecomunicazioni NTT DoCoMo, il servizio i-mode ha incontrato un immediato successo. Lo utilizzano già più di 12,7 milioni di abbonati (fonte: NTT DoCoMo, ottobre 2000) e si registrano 20.000 nuovi abbonamenti al giorno. Il successo è tale che NTT è stato costretto a ridurre le “consegne” per evitare la saturazione della rete.

Le ragioni di un tale entusiasmo, da far impallidire più di un fabbricante di terminali Wap, sono molteplici. In primo luogo l’i-mode è molto più conviviale per l’utente medio di quanto possa esserlo il modello europeo: una parte delle scelte iniziali viene fatta con l’aiuto di un menu integrato al telefonino, e non necessita, quindi, di connessioni. Inoltre, la gamma dei servizi proposti (consultazione di conti bancari, borsa on line, giochi, scommesse, prenotazione di biglietti ferroviari o di posti a teatro, ecc.) mette chiaramente l’accento sugli aspetti pratici e ludici. Servizi che è anche più piacevole utilizzare in quanto la maggior parte dei terminali, contrariamente al Wap, sono a colori.

Altro vantaggio: l’i-mode permette la consultazione dei siti senza restrizioni di ordine tecnico. La ricezione delle pagine Web, sul modello giapponese, non ha bisogno, infatti, di nessuna passerella specifica. Infine, l’i-mode si presenta come una tecnologia più rapida e più economica del Wap, poiché le informazioni sono inviate a pacchetti e la fatturazione viene effettuata non sul tempo di connessione, ma sul volume dei dati trasmessi.

Per i fornitori di contenuti, i-mode possiede anche un vantaggio di “dimensioni”. Infatti, il Wap necessita di un particolare linguaggio di descrizione della pagina (WML), diverso dall’HTML. Ciò costringe a riscrivere, manualmente o automaticamente, ogni pagina Web di un sito affinché possa essere consultato a partire da un terminale Wap. Il sistema giapponese, invece, si accontenta di un sottoinsieme dell’HTML, chiamato cHTML, che è sufficientemente vicino al linguaggio originale da permettere la lettura delle pagine Web così come sono. É evidente che ad alcune funzioni (in particolare l’esecuzione di documenti o di applicazioni Java) non possono provvedere questi terminali, ma è il male minore in confronto al lavoro necessario per rendere un sito compatibile con il Wap.

Per NTT DoCoMo, i-mode è solo transitorio: il suo compito è quello di preparare i clienti al sistema di telefonia mobile della terza generazione. La prossima tappa sarà il lancio (nel maggio 2001), in Giappone, di un servizio basato sulla norma W-CDMA, che permetterà di raggiungere una capacità di trasmissione fino a 384 Kb/s. Altra tappa sarà l’alleanza con il numero uno della telefonia mobile olandese, KPN Mobile, preludio all’entrata di i-mode in Europa.

È ancora troppo presto per dire chi, tra Wap o i-mode, ha più chance per imporsi. A questo proposito varie sono le opinioni degli analisti. Alcuni immaginano la fusione delle due tecnologie, altri la coesistenza “pacifica” di un i-mode orientato verso il grande pubblico e di un Wap più specializzato nelle applicazioni professionali. Ciò di cui si può essere certi, è che il prossimo arrivo dell’UMTS (1° gennaio 2002), che offrirà velocità di trasmissione non commisurabili con ciò che oggi si conosce, complicherà ulteriormente la situazione.

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