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Grand Theft Auto IV spaventa il Codacons

26 Maggio 2008

Grand Theft Auto IV spaventa il Codacons

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Codacons vuole far vietare la vendita del nuovo gioco Grand Theft Auto IV

Codacons, il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ha avviato una nuova iniziativa legale contro i videogiochi violenti e diseducativi e a tutela dei minori.

Nel mirino dell’Associazione il gioco Grand Theft Auto IV, che nel mondo ha già stabilito un record nelle vendite. «…questo videogioco consente ai giocatori di calarsi in un personaggio che deve sviluppare una carriera nel mondo criminale di una città, Liberty City, che riproduce fedelmente New York. Già solamente l’oggetto della missione principale del gioco, quello di diventare un capo clan mafioso, potrebbe suscitare qualche perplessità, ma ciò che lascia veramente strabiliati sono i metodi che i programmatori hanno messo a disposizione dei giocatori per raggiungere lo scopo prefissato», si legge nel comunicato ufficiale Codacons.

«Nello specifico si assiste a stupri, omicidi, pestaggi, prostituzione, etc., il tutto senza soluzione di continuità. Appare chiaro come tale martellante messaggio possa creare degli effetti nella psiche dei giocatori. Tale rischio, peraltro, è stato evidenziato anche dagli stessi produttori del gioco i quali, sulla confezione, hanno apposto il marchio PEGI che sconsiglia Grand Theft Auto IV ai minori di 18 anni, evidenziando come all’interno del videogame vi siano scene di violenza, sessualmente esplicite ed un linguaggio decisamente volgare».

Il dibattito sulla pericolosità dei giochi, in verità, è aperto e fino ad ora non ha sortito valutazioni definitive. L’associazione comunque ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, in cui si chiede di aprire indagini alla luce del possibile reato di Istigazione a delinquere (art. 414 c.p).

«Questa fattispecie consiste in un reato di mero pericolo che si configura ogni qualvolta un comportamento, uno scritto o una dichiarazione (intesi in senso lato) possano indurre una persona a commettere un delitto o istigandolo direttamente ovvero agevolandole la commissione affievolendo i freni inibitori. Per tale motivo abbiamo anche chiesto alle Procure di valutare la necessità di sequestrare il videogioco in questione in tutta Italia, a tutela della salute mentale dei minori», ha spiegato il Presidente Codacons Carlo Rienzi.

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