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Gli Stati Uniti? Uno stato di polizia

26 Novembre 2002

Gli Stati Uniti? Uno stato di polizia

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Gli Stati Uniti patria di libertà? Non più, secondo quanto dichiarano le associazioni per i diritti civili che vedono avvicinarsi uno stato di polizia.
Responsabile di questo nuovo stato di cose, la vasta riorganizzazione della sicurezza interna che sta per essere approvata dal Congresso.

La riforma darà vita a un superministero della sicurezza a capo di 170 mila persone, dotate di potenti mezzi per impedire ogni possibilità di attacco terroristico.
Per i suoi critici, questa nuova organizzazione ha forti connotazioni che rischiano di trasformarla in un “grande fratello”, accrescendo la sorveglianza occulta e riducendo la protezione della privacy.

“Il governo – ha dichiarato uno dei senatori che ha votato contro la riforma e appartiene all’ala sinistra del Partito Democratico – potrà aprire dossier senza limiti su tutti gli americani”, sottolineando che l’attuale legislazione vieta a chiunque di frugare tra la posta elettronica o sull’uso di Internet senza autorizzazione di un giudice.

Uno dei principali motivi di scontro e su un’aggiunta dell’ultimo momento nella quale si permette alle autorità di ottenere informazioni dai fornitori Internet sui loro clienti.
“Il contenuto dei messaggi di posta elettronica o dei messaggi istantanei – spiegano dal Centro per la democrazia e la tecnologia di Washington – è ormai accessibile dalle autorità, in virtù della procedura d’urgenza, anche quando la loro divulgazione non è ragionevole o giustificata dall’esistenza di minacce”.

Da San Francisco si alza la voce di Lee Tien, avvocato della fondazione Frontiere elettroniche. Secondo lui, la nuova legislazione potrà essere contestata davanti ai tribunali ma, in pratica, sarà difficile sapere se il governo procede a controlli.
“Se siete un innocente sorvegliato per errore – dice Lee – non lo saprete mai”.

“Gli obiettivi sorvegliati non saranno mai avvertiti – continua l’avvocato – a meno che le autorità non decidano l’incriminazione contro di loro. È difficile protestare o ottenere riparazione”.

In questo clima si è affermato il nuovo progetto del Pentagono, il Total Information Awareness” (TIA) di cui abbiamo già parlato in questa rubrica.
Tutti strumenti che, secondo i difensori dei diritti civili riportano in auge l’epoca di Hoover, indiscusso capo dell’FBI ai tempi di Kennedy e autore di abusi utilizzando la sua carica.
“Quando il potere mette le mani su tali strumenti senza dover renderne conto – conclude l’avvocato Lee Tien – se ne serve contro i suoi nemici politici”.

Lapidario Chris Hoofnagle, del Centro per l’informazione elettronica privata: “Si può naturalmente piazzare l’America in perfetta sicurezza, ma noi diventeremmo uno Stato di polizia e non ci guadagneremo nel cambio”.

Una breve riflessione. Internet, per sua natura, è una rete mondiale che mette in contatto tutti con tutti. Dunque è difficile pensare che questi strumenti posano essere limitati nel loro esercizio. Gli Europei dovrebbero iniziare a preoccuparsi, soprattutto in un momento di lotta per gli spazi e i mercati finanziari e di prodotto.

È iniziata una guerra per accaparrarsi l’energia ancora disponibile nel mondo e per la conquista di nuovi mercati che risolverebbe i problemi di stagnazione economica. Sarebbe opportuno che le aziende europee e i paesi che le rappresentano facciano sentire la loro voce contraria, se non vogliono che energia e mercati finiscano tutti nelle mani di aziende a stelle e strisce. A buon intenditor…

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