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Faccia a faccia con il nuovo iMac

19 Marzo 2002

Faccia a faccia con il nuovo iMac

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Pro e contro del Digital Hub di Apple

Abbiamo avuto il primo contatto con i nuovi iMac, quelli che sembrano un’abat-jour tecnologica. Abbiamo visionato la nuova filosofia Apple sempre più orientata al concetto di elettrodomestico digitale.

Apple ancora una volta ha lavorato curando con maniacale attenzione particolari, potenza e interfaccia del suo nuovo prodotto, puntando anche a realizzare un oggetto che stupisce dal punto di vista del design. Se il concetto del primo iMac era quello di avere in un unico oggetto “all in one” tutte le risorse tecnologiche all’avanguardia, dopo sei milioni di iMac venduti nel mondo Apple propone un nuovo oggetto ad alta tecnologia che ha potenza da vendere. Siamo di fronte a uno di quegli oggetti su cui probabilmente non ci sono vie di mezzo: si amano o si odiano. I risultati delle vendite negli Usa sono decisamente incoraggianti per cui pare che Apple abbia, ancora una volta, fatto centro.

Il nuovo iMac si presenta strutturalmente molto più agile di qualsiasi altro personal computer. La base che contiene tutto il classico hardware iper miniaturizzato e iper compattato, ha le dimensioni, più o meno, di un pallone da calcio tagliato a metà. Essendo ragionevolmente piccolo, si rimane stupiti di quanto pesi questo basamento. Sul retro della base trovate tutti i connettori per trasformare l’iMac nel futuribile Digital Hub. Trovate un po’ di tutto: porte USB, firewire, ethernet, per il modem: semplicemente non manca nulla.

Sulla base di colore bianco, con una elegante mela argentata in posizione frontale, troviamo agganciato il famoso e favoloso, display LCD basculante che bisogna ammettere essere un vero prodigio tecnologico e di usabilità. Sembra decisamente robusto, ma soprattutto è veramente orientabile a 360 gradi lateralmente e a 90 gradi in altezza, rendendo facile e riposante stare davanti al monitor del proprio computer.

In effetti, avere a disposizione un display del genere è una vera rivoluzione dato che si può avere la flessibilità d’uso e di orientamento del display di un PDA con la dimensione di un monitor vero. Forse questo display sarà una vera pietra miliare nel rapporto fra uomo e computer come non se ne vedevano da anni.

La tastiera e il mouse puntano molto sul design, ma non sembrano essere propriamente il massimo dell’ergonomia. E visto che c’era, Apple poteva fare uno sforzo e inserire un mouse e una tastiera wireless. Il lato software presenta ovviamente Mac OS X su cui resta poco da dire: robustezza Unix con interfaccia Mac. Gli applicativi veri e propri sono molto orientati alla multimedialità, mentre latitano un po’ in qualità nel mondo dei software “da scrivania” classici.

L’altro giocattolone digitale che abbiamo provato è il lettore MP3 iPod. Il design del prodotto è quanto di più minimale si possa immaginare: le dimensioni e la forma di un pacchetto di sigarette con un davanti con tutti i comandi utili e un retro metallico. Dentro, però, trovate un disco rigido da 5 giga in grado di risucchiare in versione MP3 circa un centinaio di CD. Il tutto è alimentato da batterie ai polimeri di litio che assicurano un’autonomia di 10 ore di ascolto. Provando dal vivo a trasformare in MP3 un CD e a scaricarlo su iPod, ci si rende conto che la velocità del processo è impressionante grazie anche alla porta di comunicazione firewire. I controlli del pannello di iPod sono stati fatti per semplificare l’uso e riescono ampiamente nella loro funzione. Una notizia importante: iPod è compatibile anche con il mondo Wintel usando un opportuno software di connessione (e disponendo di una porta firewire). Anche iPod è un po’ costoso, ma non ha rivali nel suo campo.

Concludendo ecco i maggiori pro e contro del nuovo iMac

I pro

Il design e il display
A passare dalle fotografie al vero, la vista ci guadagna, dato che il nuovo iMac è elegante e molto stylish, come piace alla casa di Cupertino e il braccio che regge il display a cristalli liquidi è un prodigio.

Potenza e tecnologia
È un vero bolide hardware, con tutte le caratteristiche tecniche ai massimi livelli. Il software è la solita e copiatissima interfaccia di Mac OS nella versione X.

Robustezza
Il nuovo iMac, nonostante sia più “magro” della sua precedente versione, è un computer molto “concentrato”, dato che la base semisferica che regge il monitor è decisamente pesante e ben strutturata per resistere e il braccio telescopico che regge il display è decisamente calibrato per durare.

Il concept
Apple vuole che la sua nuova creatura diventi il vero “hub digitale” del singolo utente che attraverso il computer può gestire immagini, suoni e altro. Intenzione importante che può realizzarsi per pochi e non per molti al prezzo di mercato dell’iMac.

I contro

Il prezzo
I prezzi di listino annunciati da Apple raccontano che il nuovo iMac è più caro della prima versione. D’accordo che il nuovo iMac è pieno di alta tecnologia e la tecnologia costa cara. Apple ha un po’ esagerato il target dei suoi amatori? È chiaro che vuole diventare un prodotto di informatica di lusso.

Il corredo software
Apple ha preso il vizio di pensare in modo troppo “multimedia centrico”, per cui ha inserito nel nuovo iMac vari e interessanti programmi multimediali. Ha però dimenticato che molti utenti vogliono fare cose più semplici con un computer, tipo scrivere o fare conti. Non valeva la pena aggiungere un programma più potente di AppleWorks in modo da avere un “all in one” hardware e un “all in one” software?

Il target
Apple si trova in una situazione di mercato piacevole e spiacevole: da un lato ha un mercato di utenti contenti, soddisfatti e fidelizzatissimi. Dall’altra c’è tutto il mondo Microsoft. Il nuovo iMac sembra un modo per coltivare i soliti amatori, ma non è probabilmente convincente come prezzo e software per andare a rodere quote al mercato Wintel.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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