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Fa rumore la discoteca silenziosa

28 Aprile 2005

Fa rumore la discoteca silenziosa

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Il silenzio è d'oro e noi ci stiamo avviando verso una cultura del silenzio? La Silent Disco è certo un buon passo in quella direzione

La nostra è una società chiassosa – una società in un qualche modo basata sul suono o meglio, sul rumore. Viviamo immersi in rumori di fondo continui, alcuni piacevoli, altri meno, alcuni autoimposti, altri subiti. Ma forse, all’orizzonte, si intravede l’inizio di una società più silenziosa – o almeno questa è la speranza che un paio di notizie, diffuse di recente, mi hanno fatto nascere.

La notizia di cui voglio parlare questa settimana è la nascita della discoteca silenziosa. Molto trendy, molto cool, dove tutti si divertono come matti ma non si sente un suono…a meno che non siate fra gli invitati all’evento. Con grande gioia dei non-invitati.

Il concetto è semplice e, per certi versi, perfino poco innovativo.
Costretto a tradire la mia età, confesso di avere visto, da giovane, un film che fece epoca – chiamato Il tempo delle mele. A noi tutti giovincelli fece sognare, una storia pulita, romantica. (ad essere onesti a me non è che fece una grande impressione, avevo accompagnato una signorina che ci teneva a vederlo e su cui avevo dei progetti, poi miserabilmente naufragati).

In quel film, i due innamoratini, immersi in una fragorosa discoteca, si ritagliavano ad un certo punto un proprio spazio romantico, infilandosi le cuffiette e ballando un tenero lento mentre attorno a loro gli altri si dimenavano al ritmo della disco.

Venti e passa anni dopo, l’idea è riemersa ed è stata istituzionalizzata, sull’onda della necessità e su quella della tecnologia wireless. E sta forse diventando una moda.

Se dovete o volete infatti organizzare un evento ballabile, il rumore dei megawatt musicali sparsi nell’ambiente circostante è un serio limite – detta in parole più povere, facile che non vi diano l’autorizzazione a tenerlo in spazi all’aperto, in prossimità di centri abitati, dopo l’ora di cena, se ci sono bambini piccoli nel giro di 20 chilometri.

Così, in Olanda, nel lontano 2002 una coppia di DJ che si trovavano alle prese con il problema di organizzare feste (illegali) senza farsi beccare da un qualsiasi tutore dell’ordine con un minimo di capacità uditiva, è arrivata a sviluppare un concetto intelligente.
Niente amplificatori ma un potente impianto wireless, niente casse acustiche formato armadio 4 stagioni ma centinaia di cuffie. Radio, ovviamente (pare che il concetto delle cuffie con filo da 30 metri sia stato rapidamente abbandonato dopo un primo, pericolosissimo esperimento).

Risultato: migliaia di elettrizzati celebranti che ancheggiano, tentennano, balzellano, (insomma ballano) nel più assoluto silenzio, con ottima pace dei vicini.
Vicini che assistono: uno spettacolo, vedere i festeggianti immersi nel silenzio. L’estate scorsa, in Olanda, si è tenuta una festa con 29.000 partecipanti che ballavano e oltre 150.000 spettatori più o meno fermi.

Grazie a questo concetto, dopo una tournee nell’ambito di un festival teatrale itinerante, le feste con la musica a palla ma silenziosa sono in via di diffusione in locali non insonorizzati, in spazi aperti in pieno centro cittadino, in case private circondate da vicini pronti a chiamare le forze armate.

Dall’Olanda alla Francia, un’idea adottata tra gli altri da Yahoo! in occasione della Festa della Musica, svoltasi in pieno centro parigino accanto al Musée d’Orsay.

Domani conquisteranno il mondo e, nel frattempo, puntano l’Inghilterra con un tour che inizierà dal Glastonbury Festival. Ci sarà posto (pardon, cuffie) per 3.000 partecipanti che, in legalissima violazione delle precedenti ordinanze municipali, potranno danzare ben oltre la mezzanotte, ora del coprifuoco sancito dall’amministrazione locale per eventi sonori non wireless.

Dite che, con le cuffie, ci si isola ancora di più dagli altri e non si comunica? Ma basta sfilarsele dalla testa e, come per magia, si può ricominciare a parlare. A sussurrare. Si può perfino parlare d’amore, mentre gli altri si godono la musica a manetta.

Questa potrebbe proprio essere la killer app di future discoteche wireless: se convinci la preda a togliersi le cuffie potrai persino cercare di incantarlo/a a parole, senza imbarcarsi nell’inutile e frustrante impresa di sovrastare il rumore dell’impianto Terror – HiFi. Senza doverlo/a convincere a trascinarsi fuori, nell’immancabile tormenta siberiana che staffila le adiacenze della discoteca. Lupi compresi, che non aiutano certo la delicata opera di seduzione, detta anche acchiappo.

E quel che è più interessante è che, data la tecnologia utilizzata, il partecipante non è più solo passivo ostaggio in balia del DJ, ma ha una possibilità di scelta. Non vi piace la musica che state ballando? Cambiate canale e danzate a un ritmo differente. Non è dunque fantascienza immaginare che un giorno vedremo convivere, nello stesso festone, gruppi immersi nella tecno mentre, accanto, altre coppie si godono ritmi latini e, più a margine della manifestazione, i padri e le nonne volteggiano ai ritmi dell’orchestra Casadei. Tutti insieme, appassionatamente. E in silenzio.

La prossima settimana parleremo invece di cellulari e di come, grazie ai militari americani, potremo un giorno usarli per parlare con la mamma senza emettere un suono. Fino ad allora, resterò in silenzio.

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