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Europa pronta per il Y2K, Italia a parte?

17 Dicembre 1999

Europa pronta per il Y2K, Italia a parte?

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In Europa l’effetto del notorio Y2K sarà scarso riguardo alle infrastrutture più importanti quali sistemi elettrici, controllo del traffico aereo e operazioni bancarie. E pur in presenza di problemi minori per l’imprenditoria medio-piccola, in gran parte si tratterà di errori riparabili in breve tempo piuttosto che di catastrofi totali. Queste almeno le più recenti previsioni in merito avanzate dal Gartner Group. Il cui direttore delle ricerche si affretta ad aggiungere: “Nelle prossime settimane ci attendiamo un leggero aumento del fattore ‘problemi’ per i sistemi informatici.

Scenario sostanzialmente confermato da Action 2000, apposita agenzia governativa inglese, secondo la quale è lecito prevedere un cinque per cento di problemi vari in più all’interno delle maggiori strutture nazionali, Nulla di più del medesimo livello che ogni grande azienda deve fronteggiare ogni volta che installa un nuovo sistema nel proprio network. Ciò forse anche per via del fatto che la Gran Bretagna è stata tra le prime nazioni a dichiarare il Y2K priorità nazionale. Le svariate entità statali tempestivamente attivate hanno speso finora oltre 32 miliardi di dollari per gli opportuni aggiustamenti. Noterella finale: tuttora non sono affatto pochi gli esperti che ritengono l’Italia il fanalino di coda tra i maggiori paesi europei nel fronteggiare adeguatamente l’arrivo del “millennium bug.”

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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