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E l’open source non smette di crescere

25 Ottobre 2005

E l’open source non smette di crescere

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Il Gartner prevede ulteriori forti penetrazioni, Cunningham e Andreessen rilanciano PHP, OpenOffice 2.0 si rinnova alla grande

Entro il 2008 il software open source sarà in diretta competizione con i prodotti proprietari in tutti i mercati dell’infrastruttura software. E ancora: l’open source sta passando da una tecnologia da “sotto-il-radar” a elemento cruciale delle organizzazione info-tech dotate di formali policy operative. Queste solo alcune delle rosee prospettive che gli esperti del Gartner vanno assegnando al pinguino del prossimo futuro, illustrate nel corso dell’annuale conferenza/simposio della nota agenzia di analisi svoltasi ad Orlando, Florida. Dove si è ribadito un messaggio chiaro e semplice: l’open source diventa sempre più popolare e guadagna spazio ovunque. Un trend già evidenziato di recente in questo spazio e che ha trovato rilancio in una battuta contenuta nella relazione dell’analista Mark Driver: “La brutale verità è che sempre più produttori di software proprietario vi vanno includendo elementi e pacchetti open source”.

Se ancora non bastasse, le predizioni parlano di ulteriori fette di mercato conquistate soprattutto nell’ambito dei server, insieme al maggiore coinvolgimento nel settore da parte di IBM e Sun, con conseguenti danni allargati per Windows. Lo stesso Driver ha infine smascherato il mito secondo cui l’open source sarebbe usato soltanto “dagli hacker e dall’élite tecnologica”, rimanendo inappropriato per l’info-tech mainstream: “ciò è semplicemente non vero”. E se gli esperti del Gartner appaiono sempre più convinti sull’approssimarsi di uno tsunami dei sistemi aperti, ecco altri segnali promettenti in arrivo dalla scena a stelle e strisce. A partire dall’entusiasmo dimostrato da Marc Andreessen per il linguaggio PHP (piuttosto che per Java) nonché dal rilascio in grande stile di OpenOffice 2.0 e dal ritorno alle origini di Ward Cunningham, padre del Wiki, che dopo due anni abbandona Microsoft per lavorare alla Eclipse Foundation.

Come spiega nel suo blogil canadese Mike Milinkovich, CEO della fondazione non-profit dedita in particolare alla creazione di infrastrutture condivise, “Ward Cunningham occuperà la posizione di Direttore del Committer Community Development,” onde spingere ulteriormente quella “cultura di collaborazione e cooperazione” alla base delle attività aziendali. Tra cui va senz’altro annoverata la stretta collaborazione, appena annunciata alla Zend/PHP Conference di Burlingame, California, avviata con Zend per l’implementazione di strumenti di sviluppi basati su PHP all’interno di Eclipse. La quale, dopo aver supportato a lungo Java, ora va infatti tuffandosi nell’ambiente PHP. Grazie alla sue “invenzioni ben note a livello mondiale,” Ward guiderà gli sforzi “tesi alla creazione di una comunità di Eclipse più forte e coerente”, conclude il post di Milinkovich. Notizia solo apparentemente marginale, dunque, che rimane significativa soprattutto per gli impulsi operativi che Cunningham saprà certamente dare alla comunità dei programmatori del mondo condiviso.

Dalla stessa Zend/PHP Conference giunge poi un altro segnale incoraggiante per l’open source, la relazione tenuta dal pioniere dei Web browser, Marc Andreessen. Il cui messaggio si può così sintetizzare: PHP va ottenendo ampia diffusione: la semplicità del suo scripting significa che diverrà più popolare di Java, con cui compete direttamente a un certo livello, per la creazione di applicazione basate sul Web. Non a caso sono oltre 20 milioni i siti che oggi lo usano 22, tra cui quelli di Yahoo! e Lufthansa, con circa 450 programmatori chiamati ad approvare modifiche al software. Mentre IBM e Oracle stanno realizzando del software che consentirà ad applicazioni in PHP di estrarre informazioni dai rispettivi database. Il tutto non vuole affatto dire che Java non abbia un suo ruolo specifico, ha aggiunto tuttavia Andreessen, che ha dato più una mano nel lancio della start-up Ning dedita alla condivisione di foto e altri materiali online: “Java è più simile a un sistema operativo… poi abbiamo il livello applicativo, dove praticamente tutto quel che si vede è in PHP”.

La versione 5.1 di PHP è prevista a giorni, e includerà un motore più potente, ha inoltre informato durante lo stesso evento Zeev Suraski, cofondatore di Zend e creatore di PHP, oltre a un “data abstraction layer” di semplice uso per facilitare la comunicazione con diversi database e un altro layer ad alto livello per garantire una migliore interfaccia con le informazioni in XML dei servizi Web. E a proposito di annunci importanti, last but not least ecco quello relativo a OpenOffice 2.0, l’affermato pacchetto open source diretto rivale di Microsoft Office, con oltre 50 milioni di download finora e il previsto coinvolgimento di Google nella distribuzione futura. Com’è noto, il progetto poggia innanzitutto sul sostegno diretto di Sun, insieme a Red Hat, Novell, Intel, Propylon e un nugolo di programmatori indipendenti. Secondo una nota diffusa dal presidente di Sun Jonathan Schwartz, “OpenOffice.org è sulla strada giusta per diventare la suite per ufficio più popolare che il mondo abbia mai visto”.

Tra le varie funzioni della nuova release, che gira su Windows, Linux, FreeBSD e Solaris con Mac OS X in stand-by, da segnalare l’interfaccia utente rifatto, con migliore divisione delle aree di lavoro e possibilità di personalizzare le toolbar; le opzioni più sofisticate per l’esportazione di file in PDF; l’ampliamento dello spreadsheet fino a raggiungere i medesimi livelli di Microsoft Excel; l’importazione di file in WordPerfect. E ovviamente molto, molto di più: provare per credere.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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