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E-government: un grande futuro con molte attenzioni

15 Luglio 2003

E-government: un grande futuro con molte attenzioni

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A una settimana dalle chiusura della conferenza europea sull'e-government di Cernobbio, qualche riflessione su uno dei settori dell'ICT che avrà maggior futuro

A una settimana dalle chiusura della conferenza europea sull’e-government, svoltasi in grande stile a Villa Erba a Cernobbio, il 7 e 8 luglio, con la partecipazione di tutti i maggiori rappresentanti politici europei e non solo, del settore, è giusto fare qualche riflessione su uno dei settori dell’ICT che avrà maggior futuro, che fornirà servizi veramente utili, trascinando verso l’innovazione tecnologica anche i più scettici. Certo, perché proprio l’e-government, fornendo servizi a tutti i cittadini, è uno dei maggiori e più efficaci rimedi per il digital divide.

Ma cerchiamo di comprendere la posizione degli attori del mondo dell’e-government: politici e enti pubblici, aziende del settore ICT pubbliche e private e, ultimi ma primi negli obiettivi, i veri costumer dei servizi: i cittadini e le aziende fruitori dell’e-government.

I politici europei e italiani si stanno appassionando molto al tema: l’Unione Europea sta investendo in capitali e competenze, con la fortuna di avere un grande comunicatore come il commissario Erkki Lijkanen. In Italia, dopo la vera prima rivoluzione dettata da Bassanini, il protagonista indiscusso è Lucio Stanca ex leader IBM e attuale ministro per l’Innovazione Tecnologica, che si muove da grande conoscitore, quale è, del mondo ICT.

Dai politici, quindi, molte parole, molti programmi e molto denaro. Arrivano poi le aziende, quelle private (le solite big del settore informatico), che cercano respiro nel nuovo nascente mercato dell’e-government. Non mancano le imprese pubbliche o pubblico/private, che possono vantare una buona esperienza sul campo. Questi attori vorrebbero essere i beneficiari del fiume di denaro che si è mosso o si sta muovendo verso i servizi elettronici. Alcune lo fanno in modo serio, soprattutto le più creative, quelle meglio orientate ai servizi e meno abituate a “succhiare la mammella” dei fondi europei o del governo italiano.

I tre filoni più significativi dei servizi sono orientati alla crescita della competitività aziendale, al miglioramento della vita dei cittadini e alla cooperazione fra governo europeo, centrale, locale e cittadini. Si può ottenere un buon benchmark di quello che “bolle in pentola” nel settore, leggendo i profili dei 66 progetti giunti alla selezione finale degli e-europe awards, i cui vincitori sono stati, appunto, premiati a Cernobbio.

Ci sono diverse tipologie tassonomiche di progetti: portali di servizi generalisti ai cittadini, informazioni e servizi per la ricerca di lavoro, servizi per le aziende, cartografie digitali, marketplace virtuali, dogane digitali, assistenza per i portatori di handicap, votazioni in rete, carte di riconoscimento digitali, servizi di mobilità. Alcuni sono servizi decisamente prototipali, altri ormai a regime, per offrire potenzialità veramente nuove per aziende e privati.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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