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E-commerce di marijuana: iToke temporeggia ancora

13 Settembre 2000

E-commerce di marijuana: iToke temporeggia ancora

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Il sito dedicato alla vendita on line di marijuana ritarda ancora il lancio ufficiale annunciato per il mese di settembre

iToke ha ritardato ancora il debutto annunciato, in quanto rimangono troppi ostacoli al commercio di marijuana via Internet, anche se al momento venditori di droghe illegali continuano a utilizzare il web per la loro compravendita.

Tim Freccia e Mike Tucker, i fondatori di iToke, sperano di lanciare al più presto possibile almeno a Amsterdam le loro vendite on line con il relativo servizio di consegna (gli utenti potranno ordinare massimo 2 grammi di marijuana a 8,94 dollari).

L’idea è quella di utilizzare il web, ma anche il fax, i telefoni cellulari wap e diversi chioschi posizionati in città da cui poter ordinare la merce. I corrieri dovrebbero consegnare la marijuana in trenta minuti con camioncini verdi e bianchi o biciclette.

Il problema però è che anche in Olanda, mecca degli antiproibizionismi, è legale soltanto la consumazione di droghe leggere in luoghi a ciò deputati ma ne è illegale il trasporto, elemento principale del business plan di iToke. I corrieri verdi e bianchi rischierebbero quindi di essere arrestati durante il servizio di consegna!

I due imprenditori, originari di Seattle, affermano che la loro è anche un’operazione pensata per opporsi alle posizioni e alla mentalità proibizionista. “La nostra missione principale è quella di cambiare la percezione (per lo più americana) di cosa sia la cultura della marijuana”, affermano i due fondatori del sito che apre la sua Homepage con un verde “Need Weed”? Sito che, secondo le dichiarazioni ufficiali, conta 30mila visitatori unici al giorno, senza per il momento offrire nulla.

La prospettiva è anche aprire entro il 2001 una catena di iToke’s café (dove consumare marijuana) non solo ad Amsterdam ma anche a Londra, Tokio, New York ecc. Tutti luoghi dove al momento sarebbero caffè illegali.

La comunità on line di cultori della marijuana è per altro già ben nutrita, basti vedere il numero di newsgroup, irc, mailing list e siti web ad essa dedicati. All’indirizzo http://www.yahooka.com troviamo addirittura un motore di ricerca specializzato, ironica versione “verde” di Yahoo che conta quasi 3000 links.

Organizzare e concludere una transazione per la vendita on line di marijuana resta comunque un reato, anche se già in alcune chat rooms e comunità on line gli scambi sono frequenti. Secondo il U.S. Drug Enforcement Agency il numero di siti web che offrono illegalmente marijuana (e ancor più i semi) stanno aumentando vertiginosamente.

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