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Due associazioni dell’industria hi-tech in appello contro l’accordo amichevole Microsoft/Governo americano

01 Aprile 2003

Due associazioni dell’industria hi-tech in appello contro l’accordo amichevole Microsoft/Governo americano

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Si allarga il fronte dei nemici dell’accordo amichevole tra Microsoft e il governo americano, dopo che la giudice Colleen Kollar-Kotelly aveva deciso di validarlo.
Oltre agli Stati del Massachusetts e della Virginia Occidentale, si aggiungono due associazioni rappresentanti l’industria hi-tech.

Le due associazioni, la CCIA (associazione dell’industria informatica e delle comunicazioni) e la SIIA (associazione dell’industria dei software e dell’informazione) sono state autorizzate a portare appello alla sentenza della Kollar-Kotelly.

In un loro comunicato la CCIA e la SIIA dichiarano che la Corte d’appello federale di Washington seguirà il loro appello con tutti i giudici presenti, quando si svolgerà l’audizione prevista per il 4 novembre del 2003.

Entro il periodo maggio/agosto 2003, la CCIA, la SIAA oltre al dipartimento della Giustizia e Microsoft dovranno rimettere nelle mani della Corte d’appello numerosi documenti, come ha deciso la stessa corte nella decisione di ammettere l’appello delle due associazioni.

Lo stesso calendario dovrà essere rispettato dagli Stati del Massachusetts e della Virginia Occidentale che hanno già presentato appello alla decisione della giudice in primo grado.

Alla base di questa presa di posizione dei due Stati, la convinzione che l’accordo amichevole non sia sufficiente a bloccare il comportamento anticoncorrenziale dell’azienda e a scalzarla dalla sua posizione di monopolista nel campo dei personal computer.

Windows, infatti, nelle sue diverse versioni equipaggia nove Pc su dieci nel mondo, anche se Microsoft si è impegnata a rispettare i termini dell’accordo amichevole, riducendo le sue pratiche commerciali aggressive e a condividere maggiori informazioni sui suoi prodotti.

Secondo la Virginia occidentale nella sentenza del 1° novembre, la Corte ha modificato le proposte di Microsoft rinforzando le clausole che prevedono possibilità di controllo sul rispetto effettivo degli impegni da parte dell’azienda, ma non ha indicato sanzioni nel caso ciò non succedesse.

“Abbiamo mantenuto il nostro appello – ha dichiarato Darrell McGraw – nessun governo che si rispetti dovrebbe permettere a qualcuno di violare le leggi e di tenere i suoi profitti mal acquisiti”.

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