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Dare voce a chi non ne ha

27 Luglio 2017

Dare voce a chi non ne ha

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Colmare la lacuna principale del mondo delle soluzioni software open source, con l'aiuto vociante di infiniti volontari.

Oggi è possibile per chiunque affidarsi al software libero e risolvere efficacemente pressoché qualunque problema per strumenti informatici, con software di qualità e comunità appassionate e competenti a fare da supporto.

Ma un settore resta scoperto: il riconoscimento vocale. In rete si può trovare per dire CMUSphynx, solo che l’usabilità è riservata a persone preparate assai più della media e la soluzione è ben lungi dall’essere a disposizione di chiunque, come invece per un LibreOffice, uno Scribus, un GIMP, un Audacity, pochi campioni per riassumere un universo. Come sia andata lo spiega la pagina del nuovo progetto Common Voice di Mozilla:

La voce è naturale, è umana. Ecco perché ci affascina creare tecnologie vocali per le nostre macchine. Solo che la gran parte di questa tecnologia è chiusa presso alcune grandi multinazionali, fuori dalla portata della maggior parte degli sviluppatori.

È proprio così. Siri, Google Assistant, Alexa, Cortana, Bixby fanno grandi cose con la voce, ma a beneficio dei loro proprietari: Apple, Google, Amazon, Microsoft, Samsung.

I progressi sono enormi e un report commissionato da Amazon predice da qui a dieci anni addirittura l’arrivo dell’interfaccia vocale per parlare agli animali da compagnia. Ed è qui dove Project Common Voice vuole provare a lasciare un segno open, con l’aiuto di tutti quelli disposti a investire nel progetto… la propria voce:

È possibile donare la tua voce per aiutarci a costruire un motore libero e open source di riconoscimento vocale che chiunque possa usare allo scopo di realizzare app innovative per il web e gli apparecchi tascabili.

L’impegno richiesto è minimo: leggere al microfono, a voce piena, almeno una frase. Il progetto è appena partito e vi sono ancora vincoli: tutto accade in inglese, per esempio, e su desktop c’è il solo supporto dei browser Firefox e Chrome (nel mobile c’è una app per iOS). È questione di volerlo fare, più che di poterlo fare.

Più voci si raccolgono, prima e meglio nascerà un motore open source che oggi, essenzialmente, manca. Daremo indirettamente anche una mano alla fondazione Mozilla, che lotta per restare rilevante in uno spazio browser dove sì, Chrome si basa su codice libero, ma va dove vuole Google.

È proprio il caso di dirlo: facciamo girare la voce.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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