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Cosa studiare per lavorare in Internet

20 Luglio 1998

Cosa studiare per lavorare in Internet

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Molti giovani si domandano: "Cosa mi conviene studiare per diventare professionista di Internet? Javascript è davvero il linguaggio del futuro?" Ecco le risposte.

Potrei cavarmela con una risposta abbastanza ovvia: studiare informatica. Purtroppo le scuole italiane sono indietro di almeno centosessant’anni rispetto alle realtà informatiche che abbiamo sulla scrivania, per cui ho un consiglio meno ortodosso.

Conviene farsi le ossa in informatica sul campo, ad esempio lavorando in un negozio di computer o in un centro d’assistenza e assimilando tutto quel che si riesce dai tecnici software e hardware. La scuola serve per avere gli altri strumenti che vi serviranno per lavorare: ad esempio l’inglese (indispensabile soprattutto in informatica) e – sorpresa – la matematica e la fisica. Programmare, o saper gestire un sito Web, non è soltanto conoscere i comandi HTML. Significa avere un bagaglio di competenze anche al di fuori del mondo dei computer. I computer servono per fare cose utili al mondo reale, quindi vi servono delle conoscenze specifiche in qualche campo della vita reale.
Altrimenti sarete solo “accatiemmellisti”, cioè galoppini. Matematica e fisica, invece, danno una preparazione logica utilissima nel mondo logico (logica contorta, ma sempre logica è) dei computer.

A dire il vero, conosco poche persone che hanno fatto i soldi con Internet. Un vecchio detto dice “se vuoi diventare milionario, prendi un miliardo e investilo in Internet”o qualcosa del genere. Fanno soldi i consulenti, quelli che fanno funzionare le reti informatiche aziendali o sanno gestire le transazioni telematiche a pagamento, ad esempio: roba che si impara sul campo, non all’università.

Scrivere libri su Internet, prima che me lo chiediate, non è la strada per diventare ricchi.

A proposito di USA: scordatevi di trovare lavoro là, l’immigrazione in questo periodo è a numero chiuso, anzi chiusissimo. Cercate nel resto d’Europa, ora che le frontiere sono aperte. In ogni caso, ricordate che la parte informatica di Internet è in un certo senso marginale, come lo è (mi perdoni la categoria) il ruolo del cameraman in TV. È un tecnico, prezioso e indispensabile, ma chi conta è l’autore, lo sceneggiatore, il regista: insomma, il creatore di contenuti, non chi manutiene il contenitore.
Quindi chi si occupa di media (giornalisti, grafici, autori) sarà probabilmente più ricercato di chi sa fare acrobazie tecnologiche. Almeno spero, visto che io non le so fare;-)

Javascript il linguaggio del futuro? Bah. L’ho già sentito dire di troppi altri linguaggi. Chi si ricorda il Forth? E il Cobol? Smalltalk? Se poi la Microsoft riesce a renderlo nonstandard, come sta già facendo, farà una fine molto rapida.
Insomma: dubito. Ma questo non vuol dire che non valga la pena di essere studiato. L’informatica è fatta così: è piena di argomenti che diventano obsoleti in pochi mesi. Se è questo il campo in cui volete lavorare, preparatevi a studiare tutta la vita e a buttare via periodicamente quello che avete appena imparato.

L'autore

  • Paolo Attivissimo
    Paolo Attivissimo (non è uno pseudonimo) è nato nel 1963 a York, Inghilterra. Ha vissuto a lungo in Italia e ora oscilla per lavoro fra Italia, Lussemburgo e Inghilterra. E' autore di numerosi bestseller Apogeo e editor del sito www.attivissimo.net.

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