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Connettiva .Info

08 Aprile 2002

Connettiva .Info

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Quarto, quinto e sesto potere: le frontiere del giornalismo

“Informazione vs. Controinformazione: riflessioni sul sistema dei media”

Alcuni rappresentanti del giornalismo Web e della controinformazione provano a discuterne giovedì 11 aprile (Palazzo “L. Venturi”, aula 1.3, h 12 – 14) all’interno di “.Info”, ultima tappa del ciclo di conferenze sui nuovi media “Connettiva”.

Moderatore: Vittorio Pasteris (giornalista esperto di nuovi media e docente
di Editoria multimediale)

Intervengono:
Salvatore Romagnolo Apogeonline
Zenone Sovilla Non Luoghi
Eva Milan Zabrinsky Point
Alessandro Grazioli e Roberto Vignoli Information Guerrilla

Giovedì 11 aprile, ore 12.00 / 14.00
Aula 1.3, Palazzo “Lionello Venturi” – via Verdi 25, Torino
Coordinamento: Alberto Robiati

Il sistema dei media è in crisi. Gli organi di informazione non sono più tali: assomigliano ormai a centri di propaganda politica o di promozione commerciale. Gli operatori del settore hanno accantonato codici etici e deontologici, la loro attività è anzi scandita dai valori delle lobby del potere.
Il sospetto diffuso che le logiche industriali regolino i meccanismi di funzionamento dei mezzi di informazione fa propendere verso questa conclusione: il giornalista imparziale e trasparente non esiste più. Al contrario, il professionista dell’informazione pare piuttosto un divulgatore stipendiato dai partiti politici o dalle multinazionali.

Queste sono alcune delle convinzioni che spingono numerosi gruppi di “paladini della verità” a costituire le reti della cosiddetta “controinformazione”. Crescono così migliaia di siti Internet, spesso in collegamento l’uno con l’altro (attraverso mirror, scambio di link e banner, ecc.), che, sventolando la bandiera della libertà di espressione, diventano a loro volta un sistema di diffusione di informazioni.

Nel 2001, in una conferenza sul futuro del giornalismo tenutasi a Berkeley (California), sono stati individuati alcuni trend nel sistema mediatico che porteranno a cambiamenti significativi.
Innanzitutto, si riduce l’importanza attribuita alla figura del giornalista. In secondo luogo, le informazioni e le notizie sono sempre più frammentate (e conseguentemente meno approfondite). Infine, si rileva un incremento dello scambio orizzontale di informazioni, vale a dire direttamente tra gli utenti e senza la mediazione giornalistica.

Internet ha dunque contribuito a distribuire in maniera meno controllabile il potere dell’informazione. In rete sono già nati molti siti che pubblicano informazioni non provenienti dai media tradizionali. Si tratta, ad esempio, di organismi non governativi che diffondono notizie riguardo settori specifici e di scottante attualità (globalizzazione, biotecnologie, ecologia, sanità, lavoro, ecc). Oppure sono gruppi, movimenti, associazioni o altro, che trovano nel Web un canale fondamentale per fare circolare le notizie.

In questo scenario, si dissolvono i criteri tradizionali della notiziabilità. Il rifiuto, da parte del mainstream mediatico, di una data informazione ne fa di fatto una notizia. Molti siti si propongono quindi come un invito a riflettere, orientando l’attenzione proprio sulle voci che non hanno trovato spazio nei circuiti ufficiali.

Questo “network mondiale della controinformazione” non ha una sede principale, ma è costituito da migliaia di nodi situati nei luoghi dove l’evento accade. Acquisiscono valore le testimonianze, i resoconti, i punti di vista e le interpretazioni di chi ha visto con i propri occhi.

Sul Web alternativo è possibile scegliere tra testo, video, audio e foto, alla ricerca delle “verità sommerse”. L’intenzione è di coprire dal punto di vista informativo gli avvenimenti sui quali “l’ordine costituito” impone il silenzio.

“Diventare i media” è lo slogan. Il meccanismo è quello della duplicazione delle informazioni selezionate nell’underground telematico (la fitta rete di siti Web, newsgroup, mailing list, newsletter); questi contenuti vengono quindi messi in circolo con ogni mezzo a disposizione, in modo da ampliarne la portata e la visibilità e garantendo un’informazione alternativa e indipendente.

Spesso, in un contesto simile, diventa però difficile stabilire l’autenticità dei fatti. Eppure il pubblico ritiene credibili i siti di controinformazione, che vengono man mano presi sul serio anche dai rappresentanti dei media tradizionali, costretti a collaborare, osservare e vigilare.

In questo nuovo assetto del sistema mediatico, restano alcuni interrogativi, alcuni nodi ancora da sciogliere. Come si può assicurare la correttezza dell’informazione? Esiste un’attività di ricerca indipendente, compiuta attraverso un rigoroso processo di controllo delle fonti? Viene garantita una qualità comunicativa adeguata?

Alcuni riferimenti Web:
Libertà d’informazione
Independent people against media hypocrisy
Portale di controinformazione
Independent Media Center
Isole nella rete
Oltre la verità ufficiale
Quello che gli altri non dicono
Il coraggio di dire
Dossier Agenzia nazionale d’informazione
Per un’economia di giustizia

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