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Condannato un giovane pirata inglese. Dura requisitoria del giudice

24 Gennaio 2003

Condannato un giovane pirata inglese. Dura requisitoria del giudice

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Nuova condanna di un pirata informatico. Questa volta accade in Gran Bretagna.

Si chiama Simon Vallor, 22 anni e nella vita faceva il d-j e l’informatico. È lui che è stato riconosciuto colpevole e condannato a due anni di carcere, per aver creato tre virus, particolarmente distruttivi, che hanno infettato centinaia di migliaia di computer nel mondo.

I tre virus in questione sono il “Gokar”, “l’Admirer” e il “Redesi 2”, costruiti “in casa” a Llandudno, nel Galles.

Secondo l’accusa, il giovane li ha diffusi su Internet tra il dicembre 2001 e il gennaio 2002, attraverso la posta elettronica.
I messaggi avevano il compito di attirare la fiducia delle vittime con l’apetto di innocenti dichiarazioni d’amore o diversi avvisi. A volte, poi, utilizzavano immagini dell’orso Winnie.

Come altri “troiani”, anche questi virus si attivavano una volta aperto il messaggio e il virus si trasmetteva a tutti i nomi in rubrica e li contaminava a loro volta.

Sono stai così colpiti i computer di centinaia di migliaia di utenti e aziende in 46 paesi diversi e il virus è ancora attivo, secondo gli inquirenti.
“Le persone che commettono tali atti – ha dichiarato il giudice del tribunale londinese che ha emesso la condanna – non sono altro che “pirati informatici” o poveretti soli davanti al loro schermo e ossessionati dal loro computer”.

“Sono anche e lo sanno molto bene – ha continuato, duro, il giudice – dei criminali difficili da trovare e che hanno la capacità di seminare disordine, costernazione e anche perdite economiche di un’ampiezza inimmaginabile”.

Il giovane Vallor è stato scovato dagli agenti dell’FBI, grazie anche alla sua stupidità. Sembra, infatti, che lo abbiano intercettato su una chat mentre si stava vantando delle sue “imprese”, di aver concepito e diffuso i virus.

Le autorità americane hanno trasmesso le informazioni alla polizia britannica, che lo ha arrestato.

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