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Chirac apre un forum Internet sull’avvenire dell’Europa

10 Maggio 2001

Chirac apre un forum Internet sull’avvenire dell’Europa

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Chirac, presidente della repubblica francese, apre un forum di discussione su Internet dedicato al dibattito sull’avvenire dell’Unione Europea, per ripresentare la sua concezione di una federazione di stati-nazioni.

Il forum fa parte di un più vasto programma per coinvolgere nella discussione la maggior parte di cittadini francesi per “orientare le scelte per l’Europa di domani”.
Secondo il portavoce dell’Eliseo, il presidente della repubblica dà molta importanza al dibattito democratico sul futuro dell’Europa.

Il dibattito, secondo l’intenzione di chi lo ha organizzato, dovrà essere aperto e il più vasto possibile.
L’Eliseo ha messo online, per l’occasione, un messaggio video di Jacques Chirac nel quale ricorda la sua idea di stato-nazioni e si pronuncia per una Costituzione europea.

Il sito dell’Eliseo è il primo sito pubblico ad aprire un forum di discussione per permettere agli internauti di dibattere sulla loro concezione di costruzione europea.
Questa realizzazione è nel solco di quanto deciso al vertice europeo di Nizza, dove i quindici hanno deciso di lanciare un dibattito pubblico e democratico sull’avvenire dell’Europa, prima di attuarne la riforma prevista per il 2004.

La Francia, dunque, ha scelto Internet come strumento per attuare questo scambio di opinioni, sul modello delle consensus conference inglesi o gli electronic town meeting di modello statunitense.

La Rete non come “vetrina” di posizioni già assunte, ma strumento di partecipazione democratica e di raccolta di opinioni. Uno strumento che viene usato per la grossa possibilità che offre: l’interattività, la possibilità, cioè, di interagire tra più parti.

Interessante, su questo argomento la scelta dello stato americano dell’Alabama che, dovendo riscrivere la propria Costituzione, ha scelto di interpellare i cittadini attraverso l’uso di vecchie e nuove tecnologie: dal telefono, all’Internet satellitare.
Una scelta che ha premiato la partecipazione e il consenso.

Va detto, però, che la sola tecnologia non basta: è necessario che la scelta di ascoltare e riportare le idee dei cittadini sia una scelta reale e non demagogica.

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