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Arriva il nuovo kernel Linux, con sgambetto per Microsoft

21 Gennaio 2002

Arriva il nuovo kernel Linux, con sgambetto per Microsoft

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Giocando d'anticipo su Windows XP, il kernel Linux 2.5.2 supporta già USB 2.0. E inoltre...

Nei giorni scorsi Linus Torvalds ha diffuso la versione più recente del kernel Linux, la 2.5.2 L’opzione di spicco ivi inclusa riguarda il supporto della tecnologia USB 2.0. Questa consente il trasferimento di dati a velocità di 480 mbps — 40 volte superiore alla versione precedente 1.1, a tutt’oggi utilizzata in gran parte di PC e relative periferiche, dalle stampanti alle macchine fotografiche digitali. Una mossa del tutto innovativa, perché generalmente si tende a preferire lo standard FireWire nella connessione ad alta velocità dei vari dispositivi. È così che macchine e sistemi operativi non includono per default il supporto USB. In tal senso si è orientata anche la scelta iniziale di Microsoft per Windows XP, pur se recentemente la software house ha annunciato la disponibilità online dell’upgrade per USB 2.0. Un ripensamento stimolato, almeno in parte, proprio dall’iniziativa “spiazzante” del mondo open source.

Come per l’intera struttura del sistema operativo alternativo, anche la decisione d’includere il supporto per USB 2.0 deriva, assai più e prima che da valutazioni prettamente commerciali, dal lavoro volontario dei programmatori coinvolti. Nello specifico, il team dedito al software USB stavolta si è avvalso dell’apporto di società quali Intel e Compaq, la quale ha messo insieme il codice che consente ai vari dispositivi di essere attaccati e staccati dal computer senza doverlo riavviare — funzione certamente importante. Al momento la tecnologia USB 2.0 va trovando vasto impiego nelle aziende informatiche. Viene tra l’altro impiegata in hard disk firmati La Cie e Maxtor, oltre a drive CD-RW di Iomega, La Cie, Sony, Yamaha, Plextor ed altri produttori. da notare che il supporto per USB 2.0 è costruito direttamente all’interno del kernel Linux 2.5, mentre è già disponibile un “patch” per la versione 2.4, diffusa dopo gli opportuni test sul campo.

Secondo gli esperti la decisione iniziale di Microsoft di preferire lo standard FireWire, noto anche come IEEE 1394, introdotto tempo addietro da Apple, rifletteva l’ampia presenza di dispositivi in circolazione basati su tale tecnologia. Lo stesso dicasi per la preferenza accordata allo standard 802.11b rispetto a Bluetooth per le connessioni dei network wireless. Alcuni dati di mercato riportano che lo scorso anno sono stati prodotti 35 milioni di PC e dispositivi vari basati su FireWire, cifra destinata a raggiungere le 200 milioni di unità entro il 2005. Un trend alimentato inoltre dalla rampante diffusione di videocamere digitali dotati di questo standard e soprattutto dalla convergenza in atto tra FireWire e 802.11a che va sostenendo l’ascesa del senza fili. In quest’ottica, l’enfasi posta da Windows XP sui media digitali, in primis le opzioni per realizzare facilmente filmati casalinghi, ha portato Microsoft ad optare per FireWire — pur prevedendo di aggiungere in seguito anche lo standard USB.

“Da tempo andiamo dicendo che è sempre stata nostra intenzione offrire il supporto per USB 2.0,” ha chiarito Tom Laemell, manager produttivo di Windows XP. Eppure, questo è arrivato nei negozi parecchi mesi dopo le prime periferiche basate su USB 2.0 ancora privo di tale supporto. E la recente, affrettata pezza è sostanzialmente dovuta alla domanda degli utenti in tal senso. Le medesime indagini di mercato rivelano che, al contrario di FireWire, USB è ormai presente sul 99 per cento delle macchine distribuite. E si stima che entro il 2004 saranno circa 750 milioni i notebook e PC dotati di USB, pur se in gran parte ancora con la versione 1.1, la cui velocità massima è di 12mbps. Si sarebbe trattato, insomma, di un errore di miopia da parte di Microsoft, che si è ora vista ulteriormente spiazzata dall’arrivo del nuovo kernel Linux già in piena sintonia con USB 2.0.

Tornando a quest’ultimo, tra le maggiori opzioni incluse nella versione 2.5.2 va segnalato il nuovo “scheduler,” quella parte essenziale del sistema che tiene traccia dei vari procedimenti in corso. Realizzato da un dipendente di Red Hat questa funzione mira a migliorare le prestazioni sui server high-end che operano con parecchi processori. Da notare infine che il mantenimento del kernel 2.4 è stato affidato dallo stesso Linus Torvalds al diciottenne Marcelo Tosatti, programmatore attualmente impiegato presso la brasiliana Conectiva.

Per specifiche tecniche e download

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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