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Anche l’Italia punta sul Wi-Fi

04 Aprile 2003

Anche l’Italia punta sul Wi-Fi

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Il sistema di trasmissione wireless a corto raggio su cui finora hanno investito soprattutto gli Stati Uniti è all'attenzione anche del Governo italiano che da un anno ne sperimenta le potenzialità

Il Wi-Fi, che sta già crescendo velocemente soprattutto negli USA (15 milioni di connessioni), basa la sua scommessa sulle caratteristiche tecniche. È una tecnologia di trasmissione a onde corte che ha però una capacità che va oltre i muri dell’edificio in cui è installato l’hot spot, al punto che più sistemi concomitanti possono creare un’area, anche molto ampia, totalmente connessa. Potrebbe infatti funzionare anche dove non c’è densità di hot spot perché può arrivare anche a coprire un raggio di 20 km. Le prestazioni sono alte, dagli 11 megabits al secondo: senza paragone, quindi, rispetto alle promesse della 3G.

Il Ministro Gasparri ha affermato in un’intervista sul Corriere della Sera che il ministero delle Comunicazioni sta da tempo studiando l’attuale quadro regolamentare per integrare nel sistema del wireless nazionale anche la tecnologia Wi-Fi.

Gasparri sottolinea che “oltre ai grandi temi delle telecomunicazioni che fino ad ora abbiamo affrontato, da oltre un anno stiamo lavorando anche sullo standard 802.11b, chiamato anche Wi-Fi e su tutta la famiglia di standard 802.11”.

“Circa sei mesi fa abbiamo attivato la sperimentazione di questa tecnologia per verificare il potenziale impatto sul mercato, la reale capacità trasmissiva, l’interesse in grado di suscitare nella popolazione, alcuni modelli di connessione e di interconnessione”.

Un passo importante quindi per l’Italia, che sembrava troppo concentrata sulla complessa e problematica questione dell’UMTS. Il Wi-Fi è invece per molti aspetti indicato come la vera killer application del wireless. Nicholas Negroponte, uno dei cosiddetti guru dell’information society, in un pezzo su Wired ha affermato che la telefonia di nuova generazione non porterà alcuna rivoluzione nel mondo del wireless mentre il futuro dell’ubiquitous communication è invece nel segno del Wi-Fi.

Dalle parole del Ministro è emerso che la sperimentazione avrebbe evidenziato l’esigenza di “superare il limite normativo legato all’uso privato”. Il Ministro ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà pronto un decreto che disciplinerà l’uso pubblico delle Wireless LAN attraverso il regime di autorizzazione generale per operare servizi di accesso e collegamento rivolti al pubblico. L’obiettivo del Governo infatti è la definizione di un contesto normativo chiaro e essenziale per il funzionamento delle nuove tecnologie.

“Gli operatori possono acquisire e vendere società secondo la loro visione e i loro piani strategici. Il nostro compito è guidare gli attori del sistema nei tempi e nei modi necessari al loro sviluppo in un regime di sana concorrenza, indipendentemente dalle scelte dei singoli, gettando i semi per una crescita solida delle reti e dei servizi nelle telecomunicazioni”.

Il Wi-Fi è al centro dell’attenzione anche perché sarebbe in grado di offrire maggiori garanzie per la salute e l’ambiente. Infatti, benché siano ancora sconosciute le conseguenze dell’inquinamento elettromagnetico, le onde del Wi-Fi, molto meno potenti della 3G, sarebbero certamente meno dannose.

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