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Al Salone di Parigi vince il libro di carta

29 Marzo 2002

Al Salone di Parigi vince il libro di carta

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“Lo spazio dedicato al multimediale, eccetto il libro elettronico, è ridotto di circa la metà rispetto all’anno scorso”, ammette Véronique Cordier, una delle responsabili commerciali del Salone, mentre Serge Eyrolles, presidente del Syndicat national de l’édition (SNE, organizzatore del Salone), sottolinea come il libro di carta stia “recuperando le sue posizioni”.

L’Encyclopaedia Universalis, per esempio, negli ultimi anni presentata esclusivamente su CD-ROM e sul suo sito Web, per la prima volta dal 1995 pubblica un’edizione cartacea. “Abbiamo constatato che l’interesse per la carta è sempre forte – spiega Jack Mayorkas, presidente dell’EU in Francia -. Anche se pensa che, alla fine, la consultazione dell’enciclopedia su Internet soppianterà il CD-ROM, ci tiene a precisare che “non è per domani”.

Altro segnale delle difficoltà di Internet: Cytale, pioniere del libro elettronico in Francia, ha cessato i pagamenti e, secondo gli organizzatori, ha annullato all’ultimo momento la sua partecipazione al Salone. “Stiamo per concludere un aumento di capitale e ce la caveremo”, assicura comunque Olivier Pujol, presidente del direttivo di questa società, co-fondata da Jacques Attali.

Nel 2001 Cytale, il suo concorrente americano Gemstar, leader mondiale del libro elettronico, e alcuni altre società, avevano attirato numerosi curiosi ai loro banchi. Quest’anno la presenza di Gemstar si riduce ad alcuni libri disseminati sugli scaffali delle edizioni 00h00, una delle sue filiali.

“Abbiamo scelto deliberatamente di ritardare il lancio del libro elettronico Gemstar in Francia e in Europa, previsto per l’anno scorso, perché non c’erano tutte le condizioni per farlo”, spiega Bruno de Sa Moreira, direttore generale delle edizioni 00h00, che si pone ormai come obbiettivo l’inizio della commercializzazione per i primi mesi del 2003.

Il principale ostacolo, secondo lui, è l’elevato prezzo del libro elettronico. “Non ci potrà essere mercato per il grande pubblico al di sopra dei 380 euro”, sottolinea, precisando che il prezzo ideale di un libro elettronico dovrebbe essere 150 euro.

Alapage.com, la libreria online filiale di France Telecom, e la sua concorrente indipendente chapitre.com, brillano quest’anno per la loro assenza. Solo la Fnac.com ed Amazon.fr resistono e dimostrano anche un bell’ottimismo nei confronti del futuro.

Il posto lasciato vacante dagli assenti del multimediale è quest’anno occupato dalla letteratura generica, dagli editori internazionali (tra cui l’Italia, invitata d’onore che ha abbandonato il Salone dopo le contestazioni al sottosegretario Sgarbi), ma anche da attività teatrali e da editori regionali.

In questo contesto un po’ depresso, emergono dei professionisti che puntano sul Web e sull’editoria digitale per proporre delle edizioni a carico degli autori, che mirano a pubblicare a costi minori alcuni esemplari di opere da offrire agli amici. “Più del 10% dei francesi hanno scritto almeno un libro a carattere letterario”, sottolinea Eric Nebot, co-fondatore di Publibook.

Ma, per quest’editore che pubblica un centinaio di opere al mese, alcune delle quali distribuite nelle librerie, Internet è prima di tutto “una vetrina”. Non rappresenta che il 20% del giro d’affari.
Segno dei tempi, Publibook ha rinunciato al “.com” che completava finora la sua ragione sociale.

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