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Agli italiani piace il telelavoro

09 Ottobre 2003

Agli italiani piace il telelavoro

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Una ricerca promossa da Avaya, leader mondiale nelle reti e nei servizi di comunicazione per le aziende – effettuata su un campione di 500 lavoratori e 500 aziende nei quattro maggiori paesi europei, fra cui l’Italia – ha evidenziato che il lavoro mobile piace ai dipendenti, la flessibilità è sempre più richiesta dalle aziende, ma soprattutto servono infrastrutture di rete più adeguate e risparmi sulle comunicazioni telefoniche.

E non solo: la convergenza tra le tecnologie voce e dati, campo in cui Avaya è all’avanguardia, è oggi in grado di offrire alle aziende europee la risposta a lungo termine per beneficiare di sostanziali risparmi sui costi delle comunicazioni, sfruttando al contempo tutti i vantaggi del lavoro flessibile, in efficienza e sicurezza.

Tra i tanti temi emersi dall’indagine, spiccano:

– Un terzo delle realtà europee intervistate non offre attivamente opzioni per il lavoro flessibile, anche se il 40% del loro personale esprime il desiderio di poter lavorare lontano dall’ufficio più frequentemente di quanto riesca a fare oggi. Tra tutti gli europei, quelli maggiormente interessati al lavoro flessibile sono gli italiani: più della metà desidera infatti di lavorare fuori ufficio più spesso di quanto non faccia attualmente. I francesi sono invece i meno interessati al telelavoro, una pratica che vorrebbe essere estesa solamente da un terzo degli interpellati.

– I risultati dello studio indicano anche come il 76% degli utenti italiani, il 63% di quelli britannici, il 62% di quelli francesi e il 46% degli utenti tedeschi non ricevano dalle rispettive aziende (o non sanno se le loro aziende offrano un simile supporto) quegli strumenti che – come i telefoni cellulari, i computer laptop o le connessioni sicure – contribuirebbero efficacemente ad accrescerne la flessibilità lavorativa.

– La Gran Bretagna è il Paese meglio attrezzato per implementare politiche di lavoro flessibile: è infatti dotato della tecnologia necessaria per lavorare in remoto il 72% dei dipendenti britannici, contro il 60% dei tedeschi, il 55% degli italiani e il 46% dei francesi. I risultati dell’indagine mostrano però che per diffondere con successo il lavoro flessibile non basta la disponibilità di infrastrutture appropriate. Infatti, nonostante la Gran Bretagna sia all’avanguardia a livello europeo
nell’implementazione di reti per il telelavoro, il numero di dipendenti che sfruttano effettivamente questa possibilità è inferiore a quello degli altri Paesi. Questo dimostra l’importanza di promuovere i vantaggi del lavoro flessibile e sviluppare policy aziendali che ne favoriscano l’adozione.

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