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Acquisizioni, investimenti e poll pro-Linux

25 Settembre 2000

Acquisizioni, investimenti e poll pro-Linux

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Sun ingloba Cobalt, Caldera investe in Ebiz e Linux Today si dà ai sondaggi "non-scientifici"

La notizia forse più importante della settimana riguarda l’annuncio da parte di Sun Microsystems del prossimo inglobamento di Cobalt Networks per due miliardi di dollari in titoli azionari. Grazie a questa manovra, Sun potrà entrare in maniera risoluta nel settore dei server specializzati, anche noti come “server appliances”. Si tratta di macchine meno care e di facile utilizzo, impiegate in strutture medio-piccole con compiti più specifici di quei server “generici” che Sun piazza da tempo con successo nell’imprenditoria di grandi dimensioni.

L’acquisto di Cobalt consentirà al gigante californiano di differenziarsi in un mercato assai diversificato e promettente. Lo dimostra tra l’altro la decisione presa nei giorni scorsi da Yahoo di ricorrere agli stessi server di Cobalt per la fornitura di web hosting a terze parti tramite il proprio sito. Per la cronaca, l’affitto mensile di tali server costa 700 dollari se girano su Windows NT e 650 per Linux o FreeBSD. Sembra comunque che in tempi lunghi, Sun preveda di spostare la macchine di Cobalt sul sistema operativo proprietario Solaris (con UltraSparc).

Gli esperti la giudicano comunque una buona mossa; lo confermano all’indomani dell’annuncio sia gli analisti di Dataquest che quelli di Merrill Lynch, mentre a Wall Street le azioni di Cobalt hanno subito un’impennata di quasi il 40 per cento, totalizzando un volume giornaliero pari a 18 volte quello medio. Il punto è che, manco a dirlo, in tal modo la competizione diventa alquanto serrata: il settore dei server specifici vanta infatti già nomi quali Dell, Compaq, IBM e Hewlett-Packard, tutti fedeli associati di Intel, mentre Sun ricorre notoriamente al chip del diretto rivale, Advanced Micro Devices. Anzi, la stessa Intel realizza una propria linea di server appliances chiamata NetStructure, e ora il confronto commerciale non potrà che acuirsi. Anche perché, secondo gli esperti di IDC, entro il 2004 l’ambito dei server specializzati toccherà un volume di affari pari a 12 miliardi di dollari. Le previsioni sostengono inoltre la necessità di adottare quest’approccio più snello e flessibile da parte delle grandi aziende, pena la perdita di spazi a favore delle start-up, più piccole ma assai agili.

Da notare come l’operazione non segna affatto lo spostamento di Sun verso Linux (tipicamente basato su CPU Intel), finora impiegato assai tiepidamente per via delle “similarità” con Solaris. Tutt’altro: sarà piuttosto quest’ultima la piattaforma finale dove avverrà “l’upgrade” del sistema open source, come spiegano i dirigenti di Sun a seguito dell’acquisizione di Cobalt. Da più parti, analisti inclusi, si sostiene infatti che il nemico numero uno di Linux, forse ancor prima e più di Windows, sia proprio Solaris, che va chiaramente perdendo quote di mercato a favore del pinguino. Comunque, Ed Zander, presidente di Sun, chiarisce che la manovra Cobalt “ci consente di entrare immediatamente nel mercato dei server low-end con dei prodotti perfetti e di livello mondiale.” Tra questi, si punta parecchio sulla linea Raq, server per web hosting e archiviazione dati in un formato “cache” di facile utilizzo per gli addetti.

Altra importante operazione degli ultimi giorni, seppur di dimensioni e portata assai più ristrette, riguarda l’investimento di 3 milioni di dollari da parte di Caldera Systems in Ebiz Enterprises. In tal modo nascerà PartnerAxis, sito Web in cui le software house specializzate potranno lavorare direttamente con i rivenditori open source alla installazione ed alla personalizzazione di prodotti. Entro i prossimi 12 mesi la nuova divisione dovrebbe raggiungere dei profitti, queste almeno le speranze di Dean Taylor, leader del progetto Electronic Linux Marketplace presso Caldera, di cui PartnerAxis rappresenta l’estensione.

Va ricordato che Ebiz e LinuxMall erano confluite in unica unità appena lo scorso maggio, mentre il bilancio trimestrale chiusosi a fine giugno parlava di entrate generali intorno ai 4 milioni di dollari. L’attuale volume di affari si aggira su 1,5 milioni di dollari al mese, con 90 impiegati a tempo pieno e clienti che includono società come Qualcomm, Honeywell e VerticalOne.

Dulcis in fundo, eccoci di fronte ad una delle tipiche saghe che vede opposti il mondo open source e il gigante di Redmond. Ricordate il sondaggio della scorsa settimana su MSNBC?
Ai lettori veniva chiesto di dare la preferenza al miglior sistema operativo in circolazione. In un paio di giorni Linux si portava nettamente al comando (37 per cento), anche per via di esplicite spinte al voto in tal senso da parte di siti quali Linux Today. Ma proprio gli utenti di quest’ultimo hanno presto notato (e segnalato pubblicamente) qualche “contrattempo” nella gestione del poll.
Come ha fatto notare qualcuno, a fronte di quasi 30.000 voti complessivi raccolti in due giorni, “stamani in due ore il totale ha toccato quota 80.000 preferenze, inizialmente quasi tutte a favore di Windows che toccava così il 48 per cento”. Poco dopo tali preferenze venivano ridistribuite tra i vari sistemi operativi in lizza – ad esclusione di Linux. E infine il sondaggio veniva di fatto eliminato dalla pagina di MSNBC che lo ospitava. Il motivo? Secondo un breve comunicato della direzione, la causa del tutto va imputata a certi “imbrogli” operati da alcuni utenti (leggi voti multipli dal medesimo server) che il sistema e i redattori della testata online non hanno riconosciuto a prima vista. Accortisi delle irregolarità, questi hanno tentato di porre riparo, ma la situazione era ormai sfuggita di mano: meglio chiudere e dichiarare la non-scientificità di tali operazioni.

Technicalites a parte (possibile che lo staff di MSNBC sia così sprovveduto?), c’è stato un “tenero” scambio di accuse reciproche, condito da un’acuminata lettera di Kevin Reichard, Managing Editor di Linux/Open Source Channel, e la formale replica pubblica di MSNBC.
Da segnalare inoltre un certo interesse per la vicenda da parte di altre testate digitali, da Wired News a ZDNet, mentre – fatto ancor più importante – non si è fatta attendere la inevitabile parodia di Linux Today che invita i lettori ad esprimersi liberamente nell’apposito “Unbiased, Unscientific Linux Today Operating-System Poll!”.
La preferenza per Linux vi compare molte più volte dei rivali, ed è perfino possibile votare “legalmente” più volte – ovviamente sempre e solo per il pinguino. Almeno non si potrà dire che la comunità open source se la prenda sul serio, né che manchi di iniziativa e buon umore!

lettera di Kevin Reichard:
http://linuxtoday.com/news_story.php3?ltsn=2000-09-16-003-21-OP-MR-MS
parodia di Linux Today:
http://linuxtoday.com/news_story.php3?ltsn=2000-09-15-012-21-NW-MS-SM

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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