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A Ivrea parte Tecnologic@mente

18 Novembre 2005

A Ivrea parte [email protected]

di

Il 26 e 27 novembre presentazione delle prime sale espositive di [email protected], Laboratorio Museo di Ivrea

Due anni tondi fa scrivemmo di “Quando l’Italia dominava nelle macchine da ufficio“. Si parlava di un gruppo di persone che voleva realizzare un “oggetto divulgativo tecnologico scientifico storico” in una città che aveva scritto la storia dell’informatica non solo dello stivale.

Anni fa l’Olivetti era un mito nel canavese. Dava pane e companatico a molti. La famiglia Olivetti era un mito buono, non un mito di cui avere paura, ma con cui andare a fare quattro parole ogni tanto. Ivrea era la città del calcolo, delle macchine da scrivere, poi dei computer. C’era una aria di creatività che si nutriva ante litteram delle tre T (tolleranza,tecnologia e talento) riconosciute come catalizzatori della creatività.

Poi piano piano la storia la sapete: Olivetti si è differenziata in svariate attività che però l’hanno poi portata a sostanzialmente disintegrarsi.

Il gruppo dei cocciuti del Comitato Fondazione Capellaro non si è arreso e, fra pochi giorni, presenterà il primo piatto del pasto tecnologico storico-formativo che sta cucinando.

Il 26 e il 27 novembre il Comitato Fondazione Natale Capellaro presenterà le prime sale espositive del Laboratorio Museo [email protected], sito nei locali dell’Istituto Opera Pia Moreno in Piazza San Francesco 4 ad Ivrea.

Il 26 novembre l’inaugurazione sarà dedicata a coloro i quali hanno sostenuto questa iniziativa: sottoscrittori, aziende, enti, cittadini. Il 27 novembre, in occasione dell’open-day, le sale saranno aperte al pubblico, alla grande massa dalle ore 15 alle 19.

All’interno dell’esposizione saranno illustrate le storie e si potranno scoprire i tesori delle tecnologie che hanno permesso ad Ivrea di raggiungere la leadership mondiale nel settore della meccanica e dell’elettronica.

Sarà presentata una parte della collezione storica, tra cui la milionesima Divisumma 24 e la Tetractys, la Programma 101 (con le sue “cartoline magnetiche” antesignane del floppy disk) e le macchine per scrivere M1, MP1 e Lettera 22.

Nei laboratori ci sarà anche la possibilità di toccare con mano gli oggetti, di fare esperienze pratiche, di giocare con la tecnologia. Nel Laboratorio di Restauro si potranno ammirare le macchine smontate e vedere i loro componenti meccanici ed elettronici.

Una Programma 101 ritornerà a funzionare “sotto i ferri” dei progettisti che, nei primi anni 60, l’avevano realizzata.

Nella sala dei Workshop ludico didattici dedicati alla fascia di età più giovane (dai 6 ai 15 anni) i partecipanti potranno immergersi nell’ambito delle nuove tecnologie e scoprire il piacere dell’imparare facendo.

Nella stanza del [email protected] 16 “Pascaline” permetteranno ai bambini di scoprire i segreti della macchina di Pascal che, già nel diciassettesimo secolo, era in grado di eseguire operazioni attraverso la rotazione di ingranaggi e, cosa innovativa, di tenere conto dei riporti e dei prestiti.

Lo spazio espositivo sarà suddiviso in due sezioni. La Sezione “Museo” sarà costituita dalla Stanza Capellaro, intitolata al più importante progettista di macchine da calcolo scriventi della Olivetti, ospiterà alcune delle sue più significative realizzazioni. La Stanza Perotto – l’inventore della Programma 101, il primo computer da tavolo al mondo, sarà dedicata al calcolo elettronico.

Altre due aree ospiteranno l’esposizione delle macchine per scrivere meccaniche e una Mini Storia del Computer che troverà maggiori spazi a disposizione nelle future espansioni del museo.

La Sezione “Laboratori” comprenderà, come si è detto, il Laboratorio di Restauro delle macchine, la Stanza del [email protected] e la Sala dei Workshop ludico didattici per i giovani che vogliono imparare giocando.

Tre le iniziative che verranno lanciate durante le due prime giornate di apertura. “[email protected] e le Scuole” per coinvolgere i bambini delle scuole elementari e medie. Sarà organizzato un programma di visite al Laboratorio-Museo, a partire da gennaio. “Testimonianze”, in collaborazione con l’Archivio storico Olivetti e l’Associazione Spille d’Oro Olivetti, per raccogliere il contributo di tutti coloro che hanno avuto una parte attiva nell’evoluzione delle tecnologie che sono nate in questo territorio. “[email protected] … Amici”, iniziativa cui ha aderito l’Associazione Spille d’Oro Olivetti e rivolta a chi vuole collaborare con [email protected] e dedicare un po’ del proprio tempo.

Arrivare a [email protected] è facile: dalla stazione del treno di Ivrea si attraversa il ponte sulla Dora per costeggiare il fiume e arrivare dietro al Municipio dove è situato il museo. Per gli automuniti è invece disponibile un grande parcheggio in Piazza del Rondolino e Piazza Freguglia.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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