Due piani di fitness hard e soft

Per muscoli da maker

di

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11

mag

2016

Una amministrazione pubblica esemplare nel sostegno fattivo alle iniziative per promuovere la cultura del fare informatico.

Sono capaci tutti a creare un fablab… ma invece chi ha pensato a una palestra digitale? L’hanno fatto a Modena, città che da sempre si distingue per la sua attenzione alle tematiche dell’innovazione e della creatività giovanile.

L’iniziativa è del Comune di Modena, che già da quindici anni gestisce una rete di spazi per l’aggregazione, la formazione e la sperimentazione legata all’informatica e al digitale. Si chiama Rete Net Garage e comprende nove spazi, tutti con una cospicua componente di tecnologie open source.

Palestra Digitale

Palestra digitale di nome e di fatto; un paradiso del making a Modena.

Tuttavia, in questi ultimi tempi in cui l’attenzione non è più puntata unicamente sull’informatica in senso stretto, ma si è allargata a quello che genericamente è chiamato making, non poteva mancare anche una palestra digitale. Qualcosa in più, quindi, di un semplice fablab: due piani per un totale di quasi 150 metri quadrati, adibiti a laboratori con attrezzature dedicate (come stampanti 3D, profilatrici laser, frese di precisione), aule informatizzate per corsi di formazione, sale conferenze. Il nome prescelto è altamente evocativo, MakeItModena, e sostituisce la precedente denominazione di Net Open Source. Ci spiega Walter Martinelli, dipendente del Comune di Modena e responsabile del progetto:

L’aspetto più importante e nuovo sta nell’impegno di un’amministrazione pubblica in un progetto simile. Il Comune di Modena infatti non mette semplicemente a disposizione spazi e attrezzature per le associazioni o i gruppi coinvolti, ma supporta il tutto in modo più attivo e realizza in quel contesto una propria progettualità. MakeItModena organizza corsi, incontri CoderDojo, interventi nelle scuole, percorsi di aggiornamento per i docenti, proponendo un uso consapevole, critico e creativo delle tecnologia ICT, promuovendo lo scambio di esperienze e conoscenze e collaborando con associazioni, comitati anziani e scuole (dalla primaria all’università).

L’inaugurazione si è tenuta proprio questo sabato sotto forma di open day e io ho avuto il piacere di essere parte integrante dell’evento con un seminario divulgativo proprio sul tema della tutela delle idee creative. Dopo il seminario, è stata la volta delle dimostrazioni dal vivo e degli incontri con i maker e gli smanettoni già da tempo attivi nella palestra: potremmo definirli gli allenatori. Giovanni Sighinolfi e Davide Gariselli hanno presentato un prototipo di armatura di Iron Man realizzato in stampa 3D; l’associazione Conoscerelinux ha portato il suo RaspBEER, kit per preparare la birra comandato da un microcomputer Raspberry Pi; Andrea Manni ha parlato dell’uso di Scratch per Arduino; Gianluca Costantini si è invece occupato di illustrare alcuni progetti di aeromodellismo e di oggetti volanti autocostruiti; infine Valentino Vaia ha portato la voce di Girls Code It Better con i suoi simpatici progetti di making.

RaspBEER

Creatività maker al giusto tasso alcolico per portare il buonumore nel coding.

Riporto qui alcune foto da me scattate; sulla pagina Facebook ufficiale si trovano invece gli scatti dello staff del Comune di Modena.

Simone Aliprandi a Modena

L’autore durante il seminario sulla tutela delle idee creative a MakeItModena.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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