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Grattacapi di chi sviluppa sul web

Le ultime lettere del giovane Webber

di

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07

dic

2015

Impossibile scrivere un programma a prova di tonto, perché i tonti sono troppo ingegnosi [Corollario alla legge di Murphy].

Fa in fretta il Bragagnolo a dirmi fammi un articolo sul web e il webdesign ogni settimana ispirandoti all’attualità. Ma non tutte le settimane il W3C introduce una nuova versione di HTML, o riscrivono Google, o va a fuoco Aruba.

Nell’attesa di eventi significativi nel nostro settore, vi racconto invece un aneddoto. La mia piccola azienda ha sviluppato e mantiene lo sportello online per una società multiservizi. Scarica il PDF della bolletta, pagala online, lascia i dati catastali, stipula online un nuovo contratto, chiedi un aumento di potenza al contatore, quelle cose lì. Per quanto riguarda il gas, si offre la possibilità di inserire online l’autolettura del contatore: questo mese ho consumato tot metri cubi di gas, fatturatemeli. In fase di progettazione del sito, francamente, nessuno aveva immaginato che sarebbero sorti tanti problemi, a cominciare da uno irresolubile: quando mando posta in proposito al cliente, il mio Mac insiste caparbiamente nel sostituire tutte le occorrenze di autolettura con autovettura.

La parte davvero bizzarra però salta fuori da quando s’è introdotta l’autolettura per email. Cioè, l’email che mandiamo periodicamente ai clienti – per indicare che è arrivato il momento di eseguire la lettura e inviarcela – non si limita a contenere un link al sito web, ma permette di comunicare la cifra esatta semplicemente rispondendo alla mail stessa. Naturalmente, abbiamo scritto un software che legge le risposte, estrae la cifra dal messaggio e la inserisce in base dati.

Le mille autoletture

Ci aspettavamo che la gente scrivesse lasciando però nel corpo della risposta tutta la nostra mail originale. E passi. (Anzi. Per la precisione: e filtri). Molti non leggono le istruzioni e rispondono riportando non solo la parte significativa del consumo (i numeri neri del contatore, per capirci) ma anche la frazione decimale, i numeri rossi. Il software è stato programmato per ignorare quel che arriva dopo la virgola, che ci vuole. Ci aspettavamo che qualcuno invece di digitare il valore numerico scrivesse un mezzo romanzo: gentili signori, come da vostra cortese richiesta sono a comunicarvi…, vabbeh, noi abbiamo programmato il server per tirar fuori la cifra e buttiamo via il resto.

Però ogni tanto capita l’utente ingegnoso, e lì arriva il bello, perché parte una cascata di accertamenti, seguita da una valanga di email tra il committente e lo sviluppatore (io) e il webdesigner che ha creato l’esperienza utente e il servizio assistenza clienti e qualche altra funzione aziendale. Per dirne una: la prima volta che un genio del male ha risposto alla mail limitandosi ad allegare una foto del contatore, la reazione collettiva del team è stata pressappoco questa.

Un gruppo di persone, ciascuna si sta dando una manata sulla fronte. Dal film “Pallottola spuntata 33 1/3”.

Splat.

Dopo mesi di buon funzionamento del sistema, con decine di migliaia di autoletture correttamente ricevute, salta però fuori il caso di un tizio che ha digitato 682 e il sistema ha letto e registrato 198.

???

Dovete sapere che la posta elettronica è stata concepita e progettata nel 1973. Poi più volte il protocollo è stato rivisto; di recente nel 2008. Ma il cambiamento più rivoluzionario è certamente quello introdotto nel 1996 con le Multipurpose Internet Mail Extensions, la tecnologia che ha permesso le mail in HTML e gli allegati, che tante gioie ci danno — tra cui le newsletter, lo spam, i virus in allegato e i colleghi che ti inoltrano tutto ciò.

In sostanza, quando voi mandate una mail formattata (coi grassetti, i colori eccetera) il vostro programma di posta preferito la compone in linguaggio HTML ed è tenuto, sulla base del protocollo che dicevo poc’anzi, ad allegare anche una copia in testo puro. A vantaggio dei programmi di sintesi vocale, di quei tre che non hanno aggiornato il programma di posta dal 1996 ad oggi e non possono leggere le mail in HTML… e del mio software. Il mio programma, infatti, va a guardare questa copia del testo, perché della formattazione non gli importa nulla. Il tizio però stava usando l’unica (e giustamente misconosciuta) app per mandare posta che non rispetta le regole e manda solo lo HTML. Di conseguenza, ecco quel che il mio povero programma per la gestione delle autoletture s’è visto arrivare: anche se non masticate lo HTML credo possiate apprezzare.

<div style=”color: rgb(198, 73, 125); width: 100%; font-size: initial; font-family: Calibri, ‘Slate Pro’, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255);”>
682
</div>

Santa pazienza…




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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4 commenti

  1. essemme

    (Se non è lo stesso Accomazzi, complimenti anche al titolista.)

    Ricordo con grande gioia quando dovetti fare un bel parsine del formato html delle mail per motivi simili.
    In fondo in un caso come questo è solo questione (ad esempio in php) di una chiamata a strip_tags(). Son dolori quando i tag hanno un ruolo semantico :)
    Beh, ci sono classi che facilitano molto l’analisi del DOM, ma dalle email non sai mai cosa possa arrivare.

    Quel che mi colpisce però è il caso della sola foto allegata: lasciar perdere o sviluppare un nuovo intero software di analisi delle immagini? :)

  2. Luca Accomazzi

    Grazie. Il titolo è mezzo mio (la citazione di Goethe) e mezzo di Bragagnolo (la citazione di Foscolo). Confermo che alla fine la soluzione s’è concretizzata in una semplice chiama a strip_tags(), il bello è stato arrivarci.
    Abbiamo seriamente riflettuto per una manciata di minuti sulla possibilità di un OCR sulle foto allegate. Quel che temo è che arrivi un MP3 con l’utente che detta le cifre una ad una, però.

  3. Luca Accomazzi

    Aggiornamento gennaio 2016. Oggi ce n’è capitata una bellissima. Un utonto PC si becca un virus, il virus spedisce se stesso a tutti i contatti in agenda, il mio programma inserisce una autolettura basata sul messaggio ricevuto, l’utonto scrive per protestare che il valore inserito non è corretto. Ma santa polenta…

  4. Lucio Bragagnolo

    La legge di Murphy si estende anche alle autoletture!

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