Grazie a Magic Leap e Google Glass

Sognare a occhiali aperti

di

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12

ott

2015

Gli elefanti staranno sul palmo di una mano e succederanno mille altre cose che noi umani non potevamo neanche immaginare.

È tempo di portare di nuovo la magia nel mondo. Sembra una delle frasi tratte dalla serie televisiva Once upon a time e invece è il claim di Magic Leap, la società americana che sembra si occupi di progettare magia.

Tempo fa abbiamo parlato degli incantesimi che il colosso Disney sta preparando, ma quello che i Google Glass potrebbero fare in mano alla giovane startup è ben diverso.

Proprio Google (che, se qualcuno non se ne fosse accorto, da poco si è rifatta il look) pare infatti essere interessata alla tecnologia che Magic Leap sta sviluppando. In Si sono rotti i Google Glass abbiamo raccontato come è finito il primo progetto dei Glass e di come il nuovo team stia procedendo. Dobbiamo quindi dare il merito, e una seconda chance, alla grande G.

Il matrimonio tra le due realtà si avvicina forse ancora di più al concetto di vera e propria magia. Bastano i pochi secondi del video sul sito ufficiale per capire che cosa hanno in mente.

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Demo di una ricostruzione in realtà aumentata secondo Magic Leap.

Magic Leap è una startup per la quale sono stati stimati “solo” 545 milioni di dollari per l’avvio del progetto. Tutto nasce dal concetto di sfruttare al meglio le più moderne tecnologie per accedere dal mondo reale al mondo digitale… attraverso i propri occhi!

Questo è possibile solo grazie al mix della ricerca e della tecnologia biometrica, oculare e di prossimità: un mix battezzato come Dynamic Digitized Lightfield Signal e lavorato da un etereogeneo team di narratori, scienziati aerospaziali, guru delle intelligenze artificiali, sviluppatori ninja, appassionati di cinema, artisti della matematica, fisici psichedelici, persone-di-persone eccetera.

Ma il team che realmente cercano è tutt’altro che bizzarro e fittizio. Vogliono fare sul serio e hanno ben chiaro il loro business e il tipo di approccio da seguire. Quindi non iniziare tanto per iniziare, ma iniziare bene per completare al meglio. Nella sezione Wizards Wanted si può leggere la lunga lista di figure professionali che stanno cercando, che credano nel progetto e vogliano partecipare. Da ingegneri a manager, da esperti in biometrica a sviluppatori Unity e game designer.

Verso la UI zero

Il brevetto depositato da Google riguardo la realtà aumentata da applicare tramite i suoi occhiali, ben si sposa con le intenzioni di Magic Leap, come si vede in questo scenario ipotetico.

Torna quindi, ancora una volta, l’utilizzo dei Glass più per contenuti legati all’intrattenimento – e forse anche a una nuova concezione di cinema – al posto di un utilizzo legato principalmente alle applicazioni di pubblica utilità (per esempio leggere un’email, rispondere a una chiamata eccetera) o di filmare quello che vedevano i nostri occhi, obiettivi che caratterizzavano il progetto nella sua prima versione.

Risulterà forse ripetitivo, ma questa è la conferma che sta iniziando l’era della UI zero.

Google sarà a questo punto in grado di contrastare un altro colosso, Oculus Rift (acquistato da Mark Zuckerberg nel 2014) che fino a oggi rappresentava il vertice tecnologico del lavoro sulla realtà aumentata?

Intanto continuo a sognare di poter vedere dal vivo il volo delle balene come in Fantasia 2000.

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Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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