Ovunque ti trovo

Localizzateli tutti

di

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11

mar

2015

Gli interessi economici legati alla nostra posizione geografica si traducono in apparecchi che la sanno riconoscere bene.

La scorsa settimana si è parlato di come (co)esistano e collaborino negli smartphone diverse tecnologie che sanno calcolare la posizione dell’utente con una precisione e velocità sufficienti per l’erogazione di un servizio.

Mettendoci ora nei panni del service provider possiamo calcolare il valore dei dati che l’utente gentilmente ci concede in cambio di un servizio: servizi metereologici, di navigazione, ricerca posizionale o a zona geografica, aree di interesse e cronologia degli spostamenti, pubblicità georeferenziata eccetera. Diciamo quindi che devi partire ora per arrivare puntuale all’appuntamento in calendario tra 28 minuti è solo la punta di dell’iceberg delle possibilità offerte dalla profilazione. Le informazioni legate alla posizione sono infatti tra le più preziose per circondare l’utente di offerte coerenti con le sue necessità.

Tutti i produttori di sistemi operativi per smartphone e tablet posseggono infatti anche circuiti pubblicitari, ed il motivo è semplice e diretto: sono anche i depositari delle informazioni personali di milioni di utenti e possono quindi promettere un’ottima profilazione degli stessi.

Mascheriamoci ora da software house con intenti poco trasparenti: vogliamo profilare i nostri clienti per rivendere a terzi le informazioni raccolte. Per prima cosa la nostra applicazione dovrebbe celare i propri scopi fornendo tuttavia un convincente motivo per richiedere all’utente l’accesso ad Internet e ai servizi di localizzazione. Mentre il primo viene praticamente concesso per consuetudine e necessità (tutte le applicazioni gratuite si mantengono con pubblicità pescata dal web) l’utente mantiene un certo scrupolo per GPS e famiglia.

Qualora questa via non potesse essere perseguita (per qualsiasi motivo) esistono metodi alternativi per calcolare approssimativamente la posizione dell’utente. Eccone un paio:

  • Geolocalizzazione IP: similmente alla procedura facente uso degli indirizzi MAC degli access point Wi-Fi, esistono servizi in grado di restituire la geolocalizzazione del gateway di rete Internet sottoponendo ad un database l’IP pubblico del dispositivo. L’errore in questo caso dipende strettamente dall’architettura di rete del provider e può superare i duecento chilometri.
  • Profilazione energetica: Andy Greenberg (Università di Stanford) ha recentemente mostrato come ricostruire gli spostamenti di un utente all’interno di una posizione conosciuta analizzando la variazione dell’assorbimento energetico utilizzato per la connessione verso la locale cella GSM/UMTS. Attenzione: non stiamo parlando di potenza del segnale verso la cella, bensì di quanta energia l’elettronica usi per mantenere attivo il flusso dati, coerentemente con spazi e ostacoli frapposti tra dispositivo e torre cellulare. Siamo a livelli sperimentali ed è al momento difficile considerarla una valida alternativa.

Potremmo quindi riassumere per punti, tenendo a mente che queste soluzioni sono fra loro compatibili e cumulabili:

  1. Senza accesso alla linea dati, GPS è l’unico capace di consegnare all’applicazione la nostra posizione, salvo precaricamento in locale dei dati necessari per la geolocalizzazione IP/Wi-Fi.
  2. Con accesso alla linea dati, la nostra posizione è determinabile con un errore dipendente dalla densità di access point Wi-Fi disponibili e presenti nel database interrogato. In questo caso l’errore è proporzionato all’estensione di una generica linea Wi-Fi, ovvero circa duecento metri.
  3. Il gestore telefonico conosce l’identificativo della nostra SIM, la cella a cui siamo collegati, potenzialmente l’attenuazione nell’ambiente di propagazione del segnale più altri parametri. Detto in breve: se il tuo telefono “prende”, il gestore telefonico potrebbe calcolare la tua posizione tanto più precisamente quanto più corrette sono le informazioni sulla propagazione del segnale (in mano a loro) associate alla cella a cui siamo collegati. Difficile sfuggire al gestore telefonico con il quale stiamo telefonando.

La seguente tabella incrocia la tecnologia di localizzazione con l’elettronica necessaria per utilizzarla.

Sensore GPS Rete Wi-Fi Modem GSM/UMTS
Localizzazione GPS
Localizzazione Wi-Fi
Localizzazione SIM
Localizzazione IP Uno oppure l’altro
Servizi di localizzazione Uno oppure (uno oppure l’altro)

 

Una cosa è certa: chiamare il tutto servizi di localizzazione vuol dire un risultato veloce e accurato per noi, ma botte piena e moglie ubriaca per il database utenti del gestore del servizio. Poi non stupiamoci se il tablet ci suggerisce dove andare a fare la spesa la domenica mattina.




Giacomo Cappellini (@Arkanoid) è da cinque anni analista programmatore e tool-maker di applicazioni per smartphone e tablet, da dieci anni deviato nel multidisciplinare mondo dello sviluppo di videogiochi cross-platform. Nonostante una grave e particolare forma di ossessione verso lo how-it’s-done, trova ancora tempo e modo per parlarne.

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