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Finestre chiuse, sistemi aperti

È morto XP, viva Ubuntu

di

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28

apr

2014

Coincidenza ideale per il software open: un Windows popolare a fine supporto e una nuova versione a lungo termine di Linux.

Ogni due anni Canonical rilascia una versione LTS di Ubuntu. L’acronimo sta per Long Term Support e indica una versione supportata sul lungo periodo: solitamente cinque anni, rispetto ai diciotto mesi delle release semestrali.

In sostanza le LTS sono versioni pensate per essere meno sperimentali ma assolutamente più stabili e compatibili con una più ampia gamma di hardware; in altre parole, se non siamo sicuri di come il nostro PC possa accogliere il sistema operativo open per eccellenza, affidarci ad una LTS ci dà maggiore tranquillità.

È giunto il momento della nuova LTS (versione 14.04) chiamata come sempre con il nome di una bestia bizzarra (Trusty Tahr, il tahr affidabile) che andrà a sostituire la precedenze release di lungo termine risalente all’aprile 2012. ZDNet ne parla bene dal punto di vista della stabilità:

Per quanto non vi siano nuove sensazionali e irrinunciabili funzioni in Ubuntu 14.04, vale la pena di aggiornare anche solo per avere la versione Long Term Support più recente, con kernel e applicazioni a uno stadio di evoluzione più aggiornato.

C’è un aspetto che però rende questa notizia più gustosa rispetto alle altre volte: infatti il caso ha voluto che a questo giro il rilascio della nuova Ubuntu coincida sostanzialmente con il pensionamento della più longeva tra le versioni di Windows, ovvero XP. Di articoli (alcuni fin troppo allarmistici) su una sorta di nuovo millennium bug (ve lo ricordate?) che avrebbe colpito quasi tutti gli sportelli ATM/Bancomat del mondo, ne sono usciti già molti quindi non mi dilungo. Fatto sta che in effetti, nonostante l’avvento di Vista, Windows 7 e Windows 8, sono ancora moltissimi i computer che montano XP e da oggi risultano scoperti dal punto di vista degli aggiornamenti di sicurezza (che Microsoft non rilascerà più).

Se vogliamo escludere quella del continuare ad usare un sistema operativo esposto a pesanti rischi di sicurezza e stabilità, non rimangono molte opzioni: o si passa ad una versione successiva di Windows, con i relativi costi di licenza e i relativi problemi di compatibilità con macchine non proprio nuove e performanti, o si coglie l’occasione per fare un salto più radicale verso un sistema operativo open.

Non a caso alcune associazioni dedicate alla promozione del software libero in Italia hanno approfittato per lanciare alcune meritorie iniziative di informazione e sensibilizzazione sulle opportunità fornite dalla migrazione. Possiamo citare a titolo di esempio l’AViLUG di Vicenza con il sito XPocalypse, l’Associazione GNU/LUG Perugia con il convegno Ti presento il software libero dell’8 aprile, l’associazione ligure Govonis con la due giorni Addio caro buon vecchio Windows XP del 18 e 19 aprile (in collaborazione con il Comune di Spotorno).

Da XP a Linux

A Perugia sanno come aiutare nella transizione dal chiuso XP all’aperto Linux.

Ricordiamoci che Ubuntu è solo una delle opzioni; di distribuzioni basate su kernel Linux che possono egregiamente sostituire XP senza traumatizzare il neofita ce ne sono molte: Mint (di cui abbiamo parlato qualche mese fa), Fedora, OpenMandriva. Ma non solo: esistono anche Chrome OS (sostanzialmente per attività di navigazione online), il suo succedaneo Cr OS Linux e Android che ultimamente si sta affermando anche nel mondo desktop.

Orsù, non abbiate paura, sperimentate nuove strade: in fondo Linux lo state già usando senza saperlo.

Il testo di questo articolo è sotto licenza http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/.




Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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14 commenti

  1. adriano

    la cosa bella è che nemmeno se morisse windows e osx, ubuntu verrebbe scelto da qualcuno, anche in quel caso fidati che ci sarebbe android!
    ubuntu (canonical) non è mai stato capace di imporsi come valida alternativa, figurati come sostituto.

  2. Enrico Colombini

    Eh eh, non sono il solo a stare lavorando al passaggio da XP a (X)Ubuntu :-)

    Una nota riguardo ad Android desktop: mi pare abbia poco senso liberarsi dalla catena di Microsoft (che si va stringendo sempre piu’) per mettersi quella di Google.

  3. Lorenzo

    Le LTS sono supportate un paio d’anni, Windows XP è stato supportato per più di un decennio! Comunque questi articoli spudoratamente partigiani non fanno onore.

  4. Jake7zDunn

    io sono passato ad ubuntu quasi un’annetto fa e mi ci sto trovando davvero bene! Magari all’inizio c’è un po di difficoltà nell’istallazione di alcuni programmi, ma capito il meccanismo diventa più facile che con windows ! c’è più libertà, niente deframmentazioni, niente virus e il sistema non rallenta con il passare del tempo :)

  5. È morto XP, viva Ubuntu - Apogeo Online ...

    [...] Apogeo Online È morto XP, viva Ubuntu Apogeo Online Coincidenza ideale per il software open: un Windows popolare a fine supporto e una nuova versione a lungo termine di Linux. Ogni due anni Canonical rilascia una versione LTS di Ubuntu.  [...]

  6. Lucio Bragagnolo

    Più il software libero riesce a diventare semplice, più è in grado di guadagnare seguito. Diventare semplice però è difficile. :-)

  7. Lucio Bragagnolo

    Microsoft sta facendo campagna da mesi perché si abbandoni Windows XP. Abbiamo solo aggiunto l’opportunità del software libero.

  8. Flavio

    Io mi ritengo un mediocre intenditore d’informatica , e ho diversi dispositivi e diversi sistemi operativi installati su essi , tra cui ovviamente una distrubuzione linux .. Mia zia aveva il famoso XP in scadenza ; le ho proposto di provare Ubuntu al che lei mi risponde con un “Ma che roba è ??” .. Stiamo ancora in alto mari cari miei , e forse lo saremo per sempre .

  9. FusionFai

    Il fatto stesso che non sia possibile acquistare separatamente ferro e software è un grosso limite italiano.
    Se l’hw fosse venduto vergine e la confezione di So a parte con tanto di prezzo, credo che la percentuale si Open Source aumenterebbe.
    Inoltre, da vecchio smanettone, installare ubuntu è schifosamente semplice. Il piacere della concentrazione durante un’installazione è ormai morto e sepolto.
    Una vera porcheria.

  10. Simone Aliprandi

    Salve sono lo “spudorato partigiano”. Rispondo innanzitutto a Flavio e lo faccio portando l’esempio di mio padre (73 anni) al quale ho piazzato sulla scrivania dello studio un PC fisso con su Ubuntu… gli ho fatto vedere dove doveva cliccare per avviare le 3-4 applicazioni che gli servono… e non ha fatto un piega. Rispondo poi a FusionFai dicendo che quello dell’insistenza sul concetto che hardware e software debbano essere sempre più un tutt’uno è un vero cancro del mercato che non fa altro che creare lockin e bloccare l’innovazione. Il mio sogno è che, ogni volta che compro un computer, mi sia possibile scegliere con quale sistema operativo riceverlo… Quello credo sia davvero utopia. Mi accontenterei però di poterlo portare a casa senza nessun sistema pre-installato e quindi senza aver pagato una licenza (incollata in forma di etichetta al “pezzo di ferro”).

  11. Tornato

    Nemmeno ubuntu 30.04 sarà mai stabile come xp. Poi con la storia dell’ open sempre meglio, è solo una bella favola, ubuntu aggiornandosi riesce a piantarsi, mint lo sta sorpassando . se non finanzi o collabori con i produttori che fanno vera ricerca, quando mai otterrai veri risultati. Mettetevi in testa che la gente tira fuori il meglio di sé se viene pagata. E perché un informatico dovrebbe farlo gratis?

  12. Lucio Bragagnolo

    La gente tira fuori il meglio di sé se è motivata.

  13. Gabriele

    Caro Tornato,
    sul fatto che alcuni sitemi *nix non saranno mai stabili come XP posso anche essere d’accordo (XP come sistema a 32bit è il miglior OS ad oggi sfornato da casa MS); per quanto riguarda il mondo open però ricordiamoci che Mint stessa è basata su Ubuntu e Debian e, la speranza, è che le comunità dietro le varie distribuzioni riescano a portare sempre più Linux alla portata di tutti… Lucio ha ragione la gente motivata è quella che tira fuori il meglio, parola di informatico da 25 anni (e 40 di età).

  14. amedeo

    Ormai da tempo si trovano macchine senza s.o. o con freedos. Provate a guardare su monclick (e non penso proprio che sia l’unico) , con 200€ si trovano PC senza windows.

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