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Semplice e fresco questo Linux

Un pinguino per l’estate

di

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06

giu

2013

Un modo diverso di guardare a un sistema operativo diverso da quelli di uso e consumo comune. Al sapore di menta.

Richiamando alla mente un vecchio spot pubblicitario, potremmo dire che le distribuzioni Linux sono tante, milioni di milioni; e altrettante le scuole di pensiero che vi stanno dietro. Abbiamo i puristi che respingono le commistioni con progetti slegati dai principî del software libero, gli iper-geek che vorrebbero mantenere la vocazione tecnicistica e per addetti ai lavori del sistema operativo open (si fa tutto in riga di comando che è meglio), i più progressisti che vogliono vedere in Linux (rectius: GNU/Linux) una vera terza via tra il duopolio Microsoft/Apple… e anche quelli che non sanno nemmeno cosa significhi libero ma usano Linux perché in fondo è gratis e non crea problemi con le licenze (filosofia un po' riduttiva ma legittima).

Tra le tante opzioni oggi disponibili, ve n'è una particolarmente indicata per coloro che hanno come fondamentali valori semplicità e sobrietà: Linux Mint, una derivazione di Ubuntu che ho avuto il piacere di sperimentare per qualche mese e forse viene sottovalutato quanto a potenza e diffusione:

Nato nel 2006, Linux Mint è oggi il quarto sistema operativo individuale più usato al mondo dietro Microsoft Windows, OS X di Apple e Ubuntu di Canonical.

Proprio per queste caratteristiche e anche per un'impostazione più classica dei menu e del pannello di controllo, che risulta decisamente più radicata nella tradizionale metafora del desktop rispetto alle ultime versioni di Ubuntu, è particolarmente indicata per coloro che vogliano compiere un primo passo verso il meraviglioso mondo di un sistema operativo libero, funzionante e che non si pianti ogni mezz'ora. Non a caso viene spesso usata nelle InstallFest organizzate dai vari Linux User Group sparsi per il mondo, alcuni dedicati espressamente a Mint… il rischio è solo uno: che poi l'utente non la voglia più togliere e perda interesse persino a provare altre distribuzioni più performanti e avanzate (come la stessa Ubuntu, o Fedora).

Infine, una curiosità: diversamente dai promotori di Ubuntu che dedicano le varie versioni a bestie strane, il team di sviluppo di Mint ha una vena più romantica e ha scelto nomi di donna. Ada, Barbara, Bianca, Cassandra, Celena, Daryna… fino ad arrivare alla più recente Olivia; tutti rigorosamente in ordine alfabetico.

Sta a vedere che abbiamo equivocato in questi anni e il simbolo di Linux, più che un pinguino, è… una pinguina.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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Un commento

  1. È morto XP, viva Ubuntu | Apogeonline

    [...] sostituire XP senza traumatizzare il neofita ce ne sono molte: Mint (di cui abbiamo parlato qualche mese fa), Fedora, Mandriva. Ma non solo: esistono anche Chrome OS (sostanzialmente per attività di [...]

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