In medio stat virtus

Se il dito indica la luna NVIDIA guarda il dito

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26

giu

2012

Per fare scrivere driver video aperti a NViDIA non basta neanche Linus Torvalds. Che però porta alla ribalta la questione.

Usare l’hardware per controllare il software. E viceversa. È questa la strategia che ormai da troppo tempo vediamo affermarsi nel mercato della tecnologia. Creare uno stretto legame tra aggeggio e informazioni che servono per far funzionare l’aggeggio è uno dei modi più potenti per condizionare le scelte degli utenti e quindi sfruttare posizioni di mercato dominanti, creando meccanismi di lock-in da cui è difficile uscire.

Ne abbiamo già fatto cenno sia a proposito di ChromeBook, sia a proposito dei sistemi embedded; tuttavia l’argomento torna ancora alla ribalta delle cronache e questa volta per merito di Linus Torvalds in persona, tramite il video di una sua conferenza di cui mostriamo il frammento decisivo.

Sollecitato dalla domanda di un’ascoltatrice che lamentava diverse difficoltà nell’utilizzo di Gnu/Linux sul suo laptop munito di una scheda NVIDIA (assieme ad una seconda scheda video Intel), Torvalds al minuto 49:58 del video integrale si è lasciato andare ad un “dito medio” all’indirizzo di NVIDIA, colpevole – secondo lui – di non voler supportare (a livello di driver e interoperabilità in generale) il sistema operativo open per eccellenza.

Benché il frangente sia edulcorato da un’atmosfera goliardico-universitaria, non si può non notare il reale disappunto di Linus per l’atteggiamento di NVIDIA e per quello di altri produttori come lei, che sembrano spesso deliberatamente voler mettere i bastoni tra le ruote alla diffusione di sistemi operativi alternativi rispetto a quelli proprietari.

Con espressione ibrida tra il giocoso e il velenoso, Torvalds conclude dicendo:

So già che quando questo video circolerà in Internet, molte persone si sentiranno offese. Beh, devo dire che mi piace offendere le persone… per il semplice fatto che quando le persone vengono offese è perché dovrebbero essere offese.

La risposta di NVIDIA non si è fatta attendere molto, costretta dall’eco mediatica dell’episodio, attraverso un comunicato del dipartimento relazioni pubbliche a sostenere che non vi è alcun “disegno occulto” e che la sua politica proprietaria porta comunque grandi vantaggi all’utente finale dei prodotti.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

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