Rassegne

L'altra faccia del citizen journalism

di Federico Fasce

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06

Ott

2008

Quel che si dice in Rete. La diffusione di una notizia falsa su Steve Jobs getta ombre sul mondo del giornalismo partecipativo. Avremo sempre bisogno di professionisti, ma sarà necessario combattere l'autoreferenzialità

Giornali, blog ed ecosistema dell'informazione sono sempre al centro di discussioni e ragionamenti. Questa volta la scintilla è la pubblicazione su iReport, la piattaforma di social news di CNN, di un presunto infarto di Steve Jobs. La notizia, del tutto falsa, ha influito negativamente sulle quotazioni in borsa di Cupertino, e ha dato il la per le riflessioni di Giovanni Calia, che esplora le due facce della medaglia del citizen journalism, a volte troppo in balìa di vandali e spammer. Anche Massimo Russo riflette sulla cosa proponendo l'unica via d'uscita possibile per l'informazione professionistica: uscire dall'autoreferenzialità e tornare ad essere un servizio utile per la gente. Intanto, come nota Vittorio Zambardino, anche il citizen journalism sostenuto dalla pubblicità non sembra cavarsela benissimo.


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Presto Nintendo rilascerà una nuova versione del Nintendo DS, la sua console portatile. Kromeboy spiega quali saranno le novità.

5 commenti

  1. Re-posto il link visto che il codice a href non ha funzionato:

    http://clickmedia.wordpress.com/2008/10/05/falsa-notizia-su-ireport/

  2. Poco più di un mese fa, un sito d'informazione molto più mainstream rispetto a Ireport (si tratta di Bloomberg), ha pubblicato, per errore, l'obituario dello stesso Steve Jobs. Eppure, questo errore non scattò il dibattito sul fallimento del giornalismo professionale.
    Credo che il caso di falsa notizia apparsa su Ireport riguardo alla salute di Jobs, sia più una prova dell'incomprensione dei principi di funzionamento delle piattaforme citizen journalism, che una prova del fallimento del fenomeno stesso.
    Nel caso di Ireport, l'attendibilità della CNN fu trasferita, per errore dei lettori, a Ireport, nonostante il fatto che il motto di Ireport sia "unfiltered, unedited news".
    A proposito di questo argomento, ho scritto il seguente post

  3. Concordo sul fatto che il giornalismo in Italia avrebbe bisogno di un radicale svolta.La linea guida e obiettivo finale non è più la verità bensì lo scalpore che mistifica e rende difficile, a volte escludendolo del tutto,un buon vaglio delle numerose fonti che il giornalista ha a disposizione.

  4. Gravissimo il problema del giornalissimo, oggi. Basti pensare che l'italia in questo campo , in fatto di lebertà di stampa e quindi di giornalismo vero, è a livelli spaventosi. Precede di poco il Burkina Faso

  5. Continuo il commento precedente visto che è stato inviato automaticamente (credo, in quanto la finestra è diventata vuota all'improviso).

    In ogni caso, dicevo che anche Bloomberg aveva pubblicato una notizia falsa riguardo alla morte di Steve Jobs- diffondendo (poco più di un mese fa) per errore il suo obituario. Ma in quel'occasione non si è parlato del fallimento dei mainstream media nel loro ruolo di servire il pubblico.
    Nel post riguardo alla falsa notizia, ho descritto un pò più ampiamente il mio punto di vista riguardo al tema.