Rassegne

Eccolo, il MacBook Air

di Federico Fasce

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16

Gen

2008

Quel che si dice in Rete. Il Keynote di Steve Jobs rivela le novità Apple. Tra queste Macbook Air, ultraportatile, leggerissimo... e criticato. L'identità digitale e il problema della frammentazione

Più sottile, più potente, più costoso. Il Macworld di gennaio è tradizionalmente un momento caldo per Apple che presenta le sue prime novità dell'anno. Fed spiega il significato del keynote per un'azienda innovativa come è quella di Cupertino. I live blogging per l'evento si sprecano e c'è anche chi, come Etere e Mescaline, prova a fare un reportage alternativo. Massimo Mantellini nota come Twitter, che avrebbe potuto essere lo strumento informativo più adatto per seguire l'evento, non abbia retto il carico degli utenti. Ziokendo riassume quello che è stato presentato. Svetta, tra le novità, Macbook Air, a metà tra un subnotebook e un notebook tradizionale, impressionante per dimensioni. E per prezzo: come nota Gustomela si tratta di un oggetto di lusso. E in effetti non mancano le critiche: secondo Levysoft il nuovo portatile Apple è troppo in anticipo sui tempi, mentre Pseudotecnico critica l'eccessiva chiusura del sistema. Rhadhamanth fa notare come il portatile abbia bisogno di una serie di periferiche aggiuntive che incidono comunque sulla sua maneggevolezza, e Turbo spiega come avrebbe preferito qualcosa di più simile all'EEEPC di Asus. Anche Paolo Attivissimo è scettico: considerate le alternative, il notebook di Apple offre proprio poco.

L'importanza di un'identità. Matteo Balocco prova a riappropriarsi della sua identità digitale, e Matteo Brunati commenta puntualizzando la necessità di accentrare i propri frammenti di identità. Anche Ilaria Katerinov ha la stessa necessità e si chiede che soluzioni esistano.

La prospettiva del cittadino digitale. Gaspar Torriero riflette sul numero degli utenti dei social network e sull'utilità di essere in contatto.

Il blog? Non va bene per le notizie. Alessandro Longo spiega perché la forma del blog non è adatta al giornalismo.

3 commenti

  1. @grandegringo

    Simpatica critica alla Apple (con incuneata tra le righe una non certo favorevole recensione del MacBook Air), ma citando una striscia di Schulz ti rispondo "Purtroppo ragazzo sono cose che ho già sentito" ^^
    Mi permetto solo di correggere un paio di punti critici… non vorrei che taluni pensassero che Wozniac sia tuttora rinchiuso nei sotterranei di Cupertino o che sia stato liquidato come la tua profetica ellissi fa pensare.
    Parlando appunto del buon Woz, il mago dei Mac e certamente responsabile di una gran parte del successo dell'azienda, anche se la abbandonò nel lontano 1985 causando un grosso scompiglio e forti attriti con Jobs stesso, che la prese sul personale. Per quanto riguarda l'interfaccia a icone (o più precisamente GUI) mi spiace deluderti ma la prima fu introdotta nel 1983 con il Lisa e fu un disastro commerciale (tra l'altro il progetto lisa era iniziato nel '78). Infine la storia del mouse monotasto usato dai niubbi mi sembra un tantino sorpassata… anche perché già da un anno la Apple vende i suoi desktop computer dotati di Mighty Mouse, che di tasti ne ha ben 4, configurabili, più una rotellina di scorrimento a 360°.

    Tralasciando cmq questi amichevoli appunti devo dire che convengo sul fatto che il MacBook Air non sembra pronto a rosicchiare una gran fetta di mercato… mi rimetto a quello che si è visto con l'uscita del Macintosh (il primo personal computer: ha avviato il mercato di questo genere) e dell'iPod (idem). Aggiungendo poi il fatto che secondo alcuni l'iPhone doveva essere un disastro credo che sia davvero troppo presto per fare previsioni e che cmq sia opportuno fidarsi del fiuto affaristico di Jobs che finora, eccetto rari casi, nn l'ha mai tradito ;-)

  2. E' un bellissimo commento il tuo, francamente lo trovo molto corretto.
    In effetti il MacBook Air non è di certo indispensabile e sicuramente ce ne sono di migliori, però purtroppo girano sotto windows, e questa è un'alternativa della mela morsicchiata, che a mio avviso è avvantaggiata da un SO più facile (non dico migliore, ma facile!!!). Per il resto non posso che rispettare a pieno cio che dici, mi piacerebbe un giorno vedere delle alternative (funzionali e pratiche) a due sistemi operativi che ormai da tempo hanno monopolizzato il mercato del multimediale e del intrattenimento (forse anche dello sviluppo).

  3. ok)...veramente esistono solidi e autentici "portatili" (possiamo citare i Toughbook Panasonic) che puoi buttare anche per terra quasi da un metro d'altezza, quindi in pratica anche in "Aria" (Air), proprio come le fantomatiche costruzioni dell'esteta fantasioso Steve Jobz. Bene, a parte la bellezza dei suoi Gabinati verdi , degli Ipod, dei MacMini ora gli ultrasottili laptop da mezzo cm. In realtà ha inventato davvero poco; il sistema operativo ad Icone e Finestre era uscito (anche dopo) e ci risulta System 6.x (Aprile 1988) quando le piccole defunte piattaforme ma i grandi pionieristi (Atari 16/32 con il TOS 1.0 usciva nel 1984/1985); effettivamente parecchie le similitudini (Atari/Commodore...). Ebbene, il nostro è stato indubbiamente anticipatore,
    ma qualcuno dovrebbe rileggere e valutarne la sua ambigua figura, invischiata pure nelle "grandiosità del capitalismo democratico americano", un sistema terziario avanzato basato però sui petroldollari il quale sta mettendo in ginocchio molta Europa, anche grazie a questo modello. Ma se esiste una ResaDeiConti, anche dalla sua biografia si dovrebbe chiedere qualcosa che fine abbia fatto il suo ex-collega, tal Steve Wozniack (il vero primo fondatore di Apple), ai Nolan Bushnell (Atari) p.es.. Piuttosto nota la vicenda di BreakOut con Atari, l'unico autentico immortalite della vera multimedialità e del liberismo videoludico su Eprom) Ma ora non basta l'orpello avanzando pionierismo della arcinota mela morsicchiata, ormai modello stanco e americano,
    quella cultura perversa dell'immagine deviante e non tecnica, accorpandosi quei mercati di nicchia (grafica, musica p.es.) illudendo con l'"alta professionalità", attirando pure l'incapace a usare il suo mouse monopulsante. Se parliamo di "professionale" esistono p.es. numerosi portatili basati su Intel (anche molto più costosi di MacAir) che non saranno sicuramente uguali ai suoi ultrasottili, ma ripeto particolarmente efficaci. Se osserviamo il "Kernel" architettonico sono basati ovviamente dal medesimo processore (Intel CoreDuo) ma il loro spazio lo risparmiano il dualboot a livello di OS, precisamente la metà. E senza la necessità di un dualboot...Eliminare definitivamente il CD/DVD ? Lo ritengo azzeccato, ma pare forzata: più un'esigenza estetica di grande eleganza, da raffinato prestigiatore digitale, colpi di biliardo con i quali Jobz infarina i suoi adepti da molti anni; a parte il fatto che lo spazio logistico del masterizzatore MacAir non ce l'ha, la sua visione è progressiva grazie alle reti ed all'espansione del WiFi. Strategia mediale di orientamento applicata
    all'universo informatico, il tramonto del supporto laminato è indubbiamente sul viale del tramonto sia informaticamente che commercialmentee. Immaginiamo l'ipotetica situazione, utenti Mac (specialmente in questa fase transitoria) saranno forse costretti ad usare un DVD esterno con la firewire, ma saranno come sempre contenti così. Il contrasto storico fra fede e ragione, e da questo punto di vista li apprezzo. Ma come la pensano le sw house, tutte le "vecchie" librerie, le vs.ISO ? Tutto senza cavo. Così potranno far "volare" anche tutti i dispositivi esterni. E' vero, pure i cavi sono sulla fase del tramonto, ma ogni tanto era anche bello inciampargli dentro. Anche quello è un mezzo di comunicazione; è quello difatti quello che sta scomparendo, grazie anche alle politiche un attimino forzate di aziende "democratiche "come la mela, sempre bellissima fuori. Ma credo sia difficile che l'albero faccia ancora dei frutti, in "Aria"