Argomento: Scienze Umane e Sociali, Web e Internet, Culture digitali, Web 2.0, Teorie della comunicazione.
di Antonio Deruda
Prezzo: 14,00 Euro
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Pagine Facebook di ambasciate con migliaia di like, summit internazionali in diretta su YouTube, blog scritti da diplomatici, profili Twitter di ministri degli esteri e capi di stato. Negli ultimi anni, numerosi governi stanno utilizzando gli strumenti del Web partecipativo per promuovere i propri interessi strategici all'estero.
L'uso dei social media per comunicare e interagire con l'opinione pubblica sta rivoluzionando una delle professioni più tradizionali: il diplomatico, in passato pronto a trincerarsi dietro il consueto "no comment", ora si avvale sempre più attivamente di internet per instaurare un rapporto diretto con i cittadini che, grazie alle nuove tecnologie, riescono ad avere un peso maggiore nei processi decisionali e che possono diventare dunque un ottimo alleato, o un insuperabile ostacolo, anche nella gestione dei rapporti tra le nazioni.
Attraverso l'approfondimento di numerosi esempi e tecniche di comunicazione, il volume illustra l'innovativo uso dei social media in diplomazia per influenzare l'opinione pubblica, promuovere l'immagine degli Stati e perseguire gli obiettivi strategici nel panorama della nuova geopolitica digitale.
www.diplomaziadigitale.com
il blog a cura dell'Autore, dedicato a novità, notizie e approfondimenti sui temi della politica estera e della comunicazione.
Il Ministro dell’Interno pakistano interviene personalmente su Twitter per la concessione di un visto a una giornalista, l’ambasciatore americano in Siria denuncia su Facebook le violenze del regime, il governo cinese sviluppa un’applicazione per iPad, il presidente venezuelano guida la nuova rivoluzione anticapitalista a colpi di tweet da 140 caratteri, il Ministro della Difesa israeliano spiega il conflitto mediorientale con un video su YouTube.
Il rapporto tra la diplomazia, paradigma di discrezione ed equilibrio, e il Web, simbolo di apertura e partecipazione, rappresenta un affascinante fenomeno di comunicazione che, partito dagli Stati Uniti, coinvolge oggi diverse nazioni e dà vita a una sorta di Risiko online in cui l'obiettivo finale non è la conquista del territorio, ma dell'opinione pubblica internazionale.
Internet sta determinando una radicale evoluzione in atto nelle dinamiche di comunicazione, e in parte anche nei processi decisionali, di istituzioni governative il cui approccio è sempre stato molto distante dai principali elementi fondanti del Web partecipativo: condivisione, trasparenza, dialogo e apertura.
I social media sono strumenti di un'attività che potrebbe a prima vista sembrare la riedizione in chiave tecnologica della vecchia propaganda, ma che in realtà impone ai governi nuove sfide: trasformare la mera diffusione di messaggi in conversazioni con l’opinione pubblica, abbandonare il megafono e partecipare alle discussioni nelle agora virtuali, ascoltare le sollecitazioni e le proposte che provengono dal basso e stabilire un dialogo costruttivo con i cittadini
Antonio Deruda è Senior Communications Manager dell'agenzia Medialab. Consulente di comunicazione strategica per aziende e istituzioni. Ha lavorato sei anni all'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, dove si è occupato di comunicazione e relazioni con i media. In precedenza è stato addetto stampa dell'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e responsabile comunicazione dell’International Construction Institute. Ha lavorato per Il Sole 24 Ore e come corrispondente dall'Italia per la rivista europea di relazioni industriali European Employment Review. Ha svolto attività di ricerca presso le Nazioni Unite.
Intervista ad Antonio Deruda, di Vincenzo Cosenza
Collana: Apogeosaggi
Uscita: Aprile 2012
Pagine: 240
ISBN: 9788850331246
Formato: 13,5 X 21
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» Presentazione
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» Prefazione
» Introduzione
*Nota per i docenti
I docenti interessati a ricevere copie saggio possono richiederle qui.
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Il testo vuole anzitutto offrire un quadro teorico, coerente ma sufficientemente articolato, per la comunicazione verbale ed, entrando più nello specifico, offre anche una rilettura degli strumenti semiotici tipici della comunicazione verbale.
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