Specializzazione, meglio se multipla

Enzo Dal Verme: foto da un tempo che cambia

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14

giu

2018

In occasione dell’uscita del suo libro, che avviene oggi, iniziamo a conoscere meglio vita e opere di un fotografo particolare.

Marketing per fotografi non contiene ricette miracolose, ma intende chiarire come muoversi in un sistema complesso, con diverse insidie, e farsi trovare pronti quando l’opportunità bussa alla propria porta. Ne parliamo con l’autore.

Apogeonline: Hai fotografato celebrità indiscusse, insegnato, pubblicato… una carriera eclettica. Era più facile essere fotografi quando hai iniziato quasi vent’anni fa o adesso?

Enzo Dal Verme: Credo che fosse più semplice prima, perché si trattava (quasi) solo di soddisfare quello che il mercato domandava. I fotografi si concentravano solo sulla propria capacità di fotografare. Però dipende da che punto di vista si osserva la situazione. Adesso ci sono anche tante possibilità che quando ho incominciato io erano assolutamente impensabili. Mi riferisco principalmente a quello che offre il web e anche a soluzioni tecniche che sveltiscono molto il flusso di lavoro.

Ho fatto di sicuro una lunga gavetta e, nel periodo in cui viaggiavo moltissimo e pubblicavo anche tre o quattro servizi alla settimana, pensavo che prima o poi la mia carriera sarebbe diventata meno faticosa. Non sapevo che il mondo stava per cambiare e che avremmo dovuto ricominciare tutti a fare una nuova gavetta.

Come si arriva a fotografare una celebrità? Si lavora perché ti cerchino loro o perché dicano sì a una tua proposta?

In genere è un giornale che mi chiede di fotografare un personaggio, si contatta l’ufficio stampa o l’agente della persona da fotografare e si prendono accordi. Fino ad ora non mi è mai capitato che una celebrità mi cercasse, anzi sì, una volta. Ma erano foto private, che per il momento non sono state pubblicate.

Il primo argomento principale del tuo libro è adattarsi a un mercato in forte cambiamento. Come sta cambiando?

Questo è un momento molto particolare per la fotografia, che mai prima d’ora ha goduto di tanta popolarità. Paradossalmente, per i fotografi le cose stanno diventando sempre più difficili. Tutti i settori che fino a poco tempo fa davano molto lavoro – per esempio l’editoria, la moda o la pubblicità – nel giro di pochissimi anni hanno subito dei profondi cambiamenti e, di conseguenza, tanti fotografi sono rimasti senza lavoro. Ci sono professionisti di grande talento che hanno dovuto arrampicarsi sui vetri per cercare di stare a galla, senza necessariamente riuscirci. Gli equilibri sui quali fino a poco tempo fa si appoggiava il mercato della fotografia si sono letteralmente sfaldati. Le cause sono più d’una e i rimedi… non li conosciamo ancora! C’è molta confusione e disorientamento. Nello stesso tempo, c’è anche tanta innovazione alla ricerca di nuovi modelli di business. E questa è la parte più interessante.

Più specializzazioni moltiplicano le opportunità, scrivi. È un passaggio chiave; vorresti chiarirlo?

Oggi è più facile trovare clienti se si è altamente specializzati. Un cliente che ha bisogno di fotografare scarpe, per esempio, cercherà un fotografo altamente qualificato e di provata esperienza per quel tipo di foto. È normale, vuole spendere i suoi soldi sapendo che la persona che svolgerà il lavoro è competente e preparata proprio nel suo settore e che valorizzerà il suo prodotto. Quel cliente si conquisterà più facilmente se ci presenteremo come specialisti di scarpe. Anzi, come gli specialisti, quelli che non fotografano altro! E, invece, forse non è l’unica cosa che sappiamo fotografare bene. La nostra abilità, allora, sarà saperci presentare ai potenziali clienti mettendo l’accento sulla specialità della quale hanno bisogno. Nel libro esploro diverse possibilità con esempi concreti.

Vincerà il fotografo preparatissimo un po’ imbranato con i social oppure quello dozzinale con il fiuto per il personal branding?

Purtroppo sembra che in questo momento il fotografo con molta esperienza nel suo lavoro, ma senza una grande capacità di promuoversi e presentarsi, abbia sensibilmente meno possibilità di un fotografo dozzinale ma intraprendente. È un paradosso, ma è così. Però… non è detto che solo gli improvvisati debbano riuscire a piazzarsi bene. Qualunque sia il livello professionale, oggi più che mai è fondamentale stare al passo coi tempi che cambiano (velocemente!) e continuare ad aggiornarsi anche sulle nuove strategie per promuoversi. Dunque il fotografo preparatissimo e un po’ imbranato con i social non deve necessariamente soccombere, basta che si aggiorni.

Qual è la dote più propizia per un fotografo che vuole confermarsi, reinventarsi, affermarsi attraverso i social media?

Solo una dote? Ce ne vogliono tante. Direi: curiosità prima di tutto, ma anche molta pazienza e voglia di aggiornarsi continuamente. E almeno un pizzico di entusiasmo non guasta. Poi bisogna sapere non scoraggiarsi se i risultati non sono quelli sperati. Continuare a sperimentare e, errore dopo errore, trovare la strada giusta. Io di errori ne ho fatti tantissimi ed è grazie a loro se poi sono anche riuscito ad avere dei buoni risultati. In questo libro metto a disposizione dei lettori proprio i risultati di tanti errori; è un libro che mi sarebbe piaciuto leggere un po’ di tempo fa, ma nessuno lo aveva ancora scritto…

E per un dilettante appassionato di fotografia che vuole farne la sua professione?

Ai miei studenti consiglio spesso di sperimentare moltissimo e cercare di capire cos’è che li appassiona di più. È più facile riuscire in un settore che conosciamo e che ci entusiasma piuttosto che in un ambito che pensiamo potrebbe funzionare bene ma che non ci coinvolge più di tanto. Per esempio, chi ama la musica spesso fotografa bene i concerti, chi è appassionato di trekking in genere si esprime bene fotografando la natura e così via. Quella passione si può poi trasformare in un lavoro. Ma prima di pensare a come declinarla sui social media, non guasterebbe sentirsi un po’ più solidi. Per esempio individuando i propri punti deboli e potenziandoli.
 

Mercoledì 12 settembre alle 19 Enzo Dal Verme presenta Marketing per fotografi presso New Old Camera in via Dante 12 a Milano. Si entra gratis, ma è obbligatorio iscriversi su questa pagina.

 

Marketing per fotografi

Per stare sul mercato, serve pensare con il grandangolo.




Enzo Dal Verme (@enzodalverme) è un fotografo italiano conosciuto per aver ritratto celebrità come Donatella Versace, Laetitia Casta, Marina Abramovic, Bianca Jagger, Wim Wenders. Le sue immagini sono state pubblicate da riviste come Vanity Fair, L'Uomo Vogue, The Times, Marie Claire, GQ. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla fotografia ha fondato un'agenzia di comunicazione specializzata nel lancio di nuove mode e prodotti e ha collaborato con la società olandese Science Of The Times occupandosi di ricerca sull'evoluzione della mentalità del pubblico. Ha insegnato comunicazione all’Istituto Marangoni di Milano e Londra, allo IED di Milano, all’Ateneo Impresa di Roma e alla Sole 24 Business School di Milano. Oggi continua ad utilizzare la sua esperienza di comunicatore come consulente e brand builder. È anche autore di Storytelling For Photojournalists edito negli Stati Uniti da Amherst Media. Ama il tofu.

In Rete: https://www.enzodalverme.com

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