Grandi cimenti per piccoli schermi

2017: odissee digitali

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03

ago

2017

Tutti possiamo compiere un’impresa, specie nel dominio informatico. A noi scegliere la portata, il tipo, il significato.

Dopo la vittoriosa guerra di Troia, Omero vuole che Ulisse abbia viaggiato per dieci anni e vissuto incredibili avventure prima di ritornare dalla sposa Penelope, come Samwise Gamgee da Rosie Cotton una volta sconfitto Sauron (e Vermilinguo).

Le grandi imprese fanno parte dei miti, dei romanzi di formazione, della memoria orale e poi scritta, dell’insegnamento attraverso le opere, vere o inventate. Nell’era di un computer in ogni tasca si è sviluppata una cultura di imprese spesso sedicenti, che sovente sconfinano nella misantropia o il trash-pop. Eppure, a sceglierle bene, possono essere fonte di ispirazione o anche puro divertimento. Ecco tre esempi.

Initial Fantasy

Il californiano David Curry ha giocato per due anni a gioco di ruolo Final Fantasy VII per portare il suo personaggio al livello 99, il massimo raggiungibile. Lo hanno fatto tanti, ma solo lui giocando esclusivamente nella scena di apertura.

Pazienza, costanza, ovviamente tempo, determinazione. Sono le doti che Kurt J. Mac ha messo alla prova nella propria spedizione verso i confini dell’universo di Minecraft.

Hammurabi redivivo

Un altro tipo di sfida: infondere nuova vita a un classico e sviluppare nel frattempo una capacità. Lo ha fatto Fabrizio Venerandi con il non-progetto Hamurabi, nato e portato a compimento – dice – nei ritagli. Hammurabi era una semplice simulazione per Apple ][ trovata su una delle riviste di informatica degli anni ottanta, piene di listati di programmi da digitare. Ritrovatala oggi tra i suoi file, ha deciso di adattarla al presente, dal linguaggio BASIC a HTML e JavaScript. Scrive:

La cosa affascinante di questa cover, è quella del tramandare in qualche modo una idea di codice nata e conservata per cinquant’anni. Pensare al codice non come a qualcosa di strutturale e meccanico, ma come a un codex, un impianto di intelligenza pari a un sonetto, una poesia.

Ne ha fatto anche un ebook gratuito in standard ePub3. Come progetto da impostare in una scuola a settembre sarebbe fenomenale, almeno due dimensioni oltre quella del coding.

Dagli inferi in su

Capiterà una giornata di pioggia oppure una sera lunga e profonda da riempire in modo leggero. Giocherò a Angband, un roguelike lungo, difficile e – volendo – a grafica zero, dove in caso di sconfitta del personaggio bisogna ricominciare da capo, con l’obiettivo di scendere al centesimo livello sotterraneo e giustiziare Morgoth.

Come impresa è piccola; ma è una impresa, con tanto di forum dedicato a chi ci è riuscito e chi ci prova. Una alternativa più affascinante? Dwarf Fortress, che a inizio partita genera cronologie e genealogie, una cosmogonia fantasy completa e impressionante. Parlando di imprese, i programmatori di Dwarf Fortress sono al lavoro da molti anni e prevedono di chiudere i lavori attorno al 2035.

Come pietre

Il digitale e la rete consentono imprese di ogni genere. Anche la distribuzione di Sulle pietre di Teofrasto, prima traduzione italiana che data al 1997, frutto di un lavoro sicuramente definibile come impresa. È questo il bello della nuova epoca: l’impresa che ci attende, nel bene e nel male, sarà a nostra misura. Buona estate e buone imprese a tutti.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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