Ristorante all'inizio di un universo

La VR è servita

di

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24

lug

2017

Non stiamo scrivendo la recensione di un film; il racconto potrebbe risultare diverso da quello che eventualmente vedrete.

Pensate a tutte le volte che avete desiderato di essere invisibile per assistere a un evento al quale non eravate invitati. Cosa avreste provato e come avreste reagito ai racconti dei vostri amici che, invece, erano presenti.

Fatto? Bene, ecco cosa potrebbe succedere.

A cena da Tabel

Tutto ha inizio durante una serata molto speciale. Siete stati abbastanza fortunati ad aver trovato un posto all’ultimo minuto presso l’esclusivo ristorante Tabel, che purtroppo ha gravi problemi con la cucina. Il cameriere è molto bravo a nasconderli, ma gli avventori stanno cogliendo lentamente la catastrofe che cresce intorno a loro. Ci sarà qualcuno in grado di salvare il ristorante e se stesso?

Con questo incipit viene introdotto Tabel, il progetto del gruppo Art, Copy & Code realizzato da Google, con l’obiettivo di esplorare il design interattivo della realtà virtuale. Tabel è disponibile per schermi mobile e via Chrome su computer.

Art, Copy & Code

Tabel è una esperienza VR immersiva. Il formato VR permette di gustare e assorbire la cacofonia di personaggi e le loro storie, pur partecipando, in un certo senso, attivamente alla storia stessa. Che è un intreccio di storie parallele. Si può seguire una storia alla volta (questo richiede più visioni del film) oppure ruotare intorno a tutte e sei le storie principali.

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Rain or Shine, il cartone animato al sapore di realtà virtuale prodotto da Google.

 

A differenza di Rain or Shine, una delle ultime Google Spotlight Stories, dove la narrazione da seguire è solo una e la camera ci guida verso i personaggi principali per non perderci nell’ambiente circostante (dove non capita assolutamente niente), in Tabel ogni storia è a sé e può essere liberamente seguita o abbandonata.

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Un rapidissimo assaggio dell’esperienza di interazione virtuale come avviene in Tabel.

 

Alexis Cox (Marketing Innovation di Google) definisce Tabel come un esperimento di realtà immersiva con l’obiettivo scoprire il corretto equilibrio tra l’esperienza passiva di quando si guarda un film e quella attiva e interattiva che si potrebbe raggiungere esplorando le nuove frontiere della narrazione. Marcel Baker (Capo di Produzione​ di Google Art, Copy & Code) aggiunge che lo scopo del progetto è stato creare un prodotto che fosse accessibile a chiunque, anche senza supporti per VR come Cardboard, Daydream Viewer o HTC Vive. Per questo è stato deciso di pubblicarlo in WebVR, un ambiente aperto che rende possibile la fruizione attraverso i browser (primo fra tutti Chrome).

Le considerazioni che abbiamo già condiviso in Avvolti nella pellicola si arricchiscono con quelle delle due autrici di Tabel. Alexis Cox e Marcel Baker hanno una visione ambiziosa riguardo l’utilizzo della realtà virtuale per operazioni commerciali: qualcosa di molto più evoluto della classica pubblicità. Un medium che permette ai consumatori di provare in prima persona il nuovo prodotto di un brand.

Nuovo spazio pubblicità

Per Alexis Cox l’advertising tramite VR potrebbe rispondere alle domande Come sarebbe il mondo? Come si potrebbe esplorare e camminare all’interno di un nuovo luogo? e dare ai narratori la libertà di creare un’esperienza corrispondente a una risposta.

In breve, secondo Google, la realtà virtuale apre un nuovo mondo pubblicitario dove le marche possono invitare e coinvolgere i clienti per testare i loro prodotti e scoprire le qualità prima di acquistarli. Questa è la lezione imparata da Google e noi ne prendiamo atto.

Ma che cosa ne pensano concorrenti come Facebook? Lo scopriremo insieme in un prossimo articolo.

Intanto condividiamo una breve linkografia per chi volesse approfondire.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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